Toscana
«Io l’ho visto e da allora non mi do pace»
Martedì sera un conoscente, che non sapeva della scomparsa avvenuta ore prima, ha incrociato e salutato Moreno Galliani
Luigi Spinosi
CAPANNORI. Nuovi tasselli si aggiungono nel caso di Moreno Galliani, l’imprenditore di cui non si hanno più tracce da martedì. Nuovi tasselli che però, invece di sciogliere l’intrigo attorno alla sua scomparsa, finiscono al contrario per creare nuovi quesiti.
È il caso dell’avvistamento fatto martedì sera, diverse ore dopo che l’uomo era scomparso. L’allarme tra i familiari era scattato nel pomeriggio: alle 16,30 Galliani aveva lasciato la sua casa di Segromigno in Monte, diretto alla concessionaria Opel di famiglia a Borgo a Buggiano, ma in quella concessionaria Galliani non è mai arrivato. Da qui sono partite le ricerche da parte dei familiari dell’uomo e dell’auto che stava guidano (una Ford Fiesta con la targa prova), facendo avanti e indietro lungo via Pesciatina, il percorso che l’uomo era solito fare.
Ebbene alle 20 di quella stessa giornata, ossia a oltre tre ore di distanza da quando ci si chiedeva dove fosse finito, Moreno Galliani è stato visto a Borgo a Buggiano. E chi lo ha incrociato, non sapendo (e come avrebbe potuto) che da ore i suoi familiari lo stavano cercando, ha anche scambiato qualche parola con lui, come se nulla fosse successo.
L’incontro è avvenuto a Borgo a Buggiano, nello stesso paese della concessionaria Opel di Galliani, ma in una zona completamente diversa del paese: la concessionaria si trova al confine con Massa Cozzile, l’incontro in questo caso è avvenuto davanti a un bar/distributore in località Aquila. Siamo sempre lungo la direttrice (via Pesciatina/via Lucchese) percorsa quotidianamente da Galliani, ma dalla parte opposta di Borgo a Buggiano. E non si trattava di una persona che ha incrociato qualcuno che assomigliava allo scomparso, questo perché chi lo ha incontrato Moreno Gialdini lo conosceva già, e non solo lo ha riconosciuto martedì sera, ma è stato anche riconosciuto.
Ad averlo visto è Marco Campioni, titolare della carrozzeria Euro 3 di via Lucchese, e proprio davanti a un bar vicino alla carrozzeria è avvenuto l’incontro. «È da allora che non riesco a pensare ad altro – racconta Campioni – ci siamo visti e salutati. Quando mi ha parlato mi sembrava fosse un po’ svagato, un po’ sbadato, ma sul momento non ci ho fatto caso, anche perché ha sempre avuto un atteggiamento del genere. Ma adesso, col senno di poi, non riesco a darmi pace».
Ad aver saputo che i suoi familiari lo stavano cercando infatti si sarebbe infatti potuta risolvere sul nascere una situazione che, con il passare delle ore e dei giorni , si è fatta sempre più intricata e angosciante.
«Quando ci siamo incontrati – prosegue il suo conoscente – in mano aveva un bicchierino di carta, me lo ha dato chiedendomi di buttarglielo via, perché non era riuscito a trovare un cestino». Quel bicchierino, una volta scoperto cosa era successo, Campioni lo ha recuperato e consegnato ai carabinieri.
L’incontro è stato veloce, al punto che Campioni non si è nemmeno accorto se l’uomo fosse arrivato a piedi o in auto: «Io l’ho visto mentre era a piedi, ma altre persone che erano qui mi hanno detto di averlo poi visto salire in auto». —
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