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Fitofarmaci illegali, denunciate 56 persone
L’indagine portata avanti dai carabinieri forestali è partita da Pistoia nel 2018 ed è arrivata a coinvolgere la Lucchesia
Massimo Donati
LUCCA. L’indagine, e non poteva essere altrimenti visto che parliamo di una terra di vivai, era nata a Pistoia, ma si è estesa a mezza Toscana, Lucca compresa, finendo anche oltre i confini regionali. Sono state 56, fra rivenditori e acquirenti, le persone denunciate dai carabinieri forestali di Pistoia nell’ambito di una lunga indagine che ha portato alla luce diffuso sistema di utilizzo illecito di fitofarmaci.
Fungicidi, insetticidi, erbicidi ritirati dal mercato perché ritenuti potenzialmente pericolosi per la salute oppure scaduti, che però venivano venduti ugualmente sottobanco da commercianti privi di scrupoli. Con un doppio guadagno: oltre all’incasso, quello dovuto alle mancate spese che avrebbero dovuto sostenere per smaltirli regolarmente attraverso ditte specializzate, come avviene per tutti i rifiuti (tali ormai erano) speciali pericolosi.
L’indagine dei carabinieri forestali comandanti dal colonnello Fernando Baldi era partita nel 2018, da un controllo di routine in un’azienda agricola che produce ortaggi, dove erano stati trovati fitofarmaci non più utilizzabili perché ritirati da tempo dal mercato su disposizione del ministero della Salute. Da lì erano risaliti al rivenditore – una grossa azienda di Firenze – e, attraverso i registri di quella, ad altri acquirenti e, di conseguenza, grazie a ulteriori controlli, ad altri rivenditori. Una catena che ha messo in luce, nel corso di due anni e mezzo di lavoro, un sistema consolidato di commercio illegale di quel tipo di prodotti che toccava anche le province di Lucca, Prato, Pisa, Grosseto, Firenze; e poi la Liguria e il Piemonte.
Uno dei tre principali rivenditori all’ingrosso e al dettaglio coinvolti si trova in Valdinievole, gli altri due in provincia di Firenze, mentre degli altri sette medio-piccoli, sono distribuiti tra Lucchesia, Pistoiese, Pratese e Fiorentino.
Una sessantina le aziende agricole finite nella rete dei controlli, molte di dimensioni medio piccole, metà delle quali del settore vivaistico, le altre specializzate nella coltivazione di ortaggi.
Le indagini dei carabinieri del nucleo investigativo di polizia ambientale, agroalimentare e forestale hanno portato all’apertura di tre fascicoli, uno della procura di Pistoia e due di quella di Firenze. Alle 56 persone denunciate, vengono contestati complessivamente vari tipo di reati: avvelenamento di acque o di sostanze alimentari e adulterazione di sostanze alimentari; vendita di rifiuti agrochimici contenenti sostanze pericolose; frode in commercio; stoccaggio e trasporto di rifiuti speciali pericolosi senza autorizzazione; falsità nel registro di prodotti fitosanitari; violazione delle norme sulla tutela della salute sui luoghi di lavoro; mancata tenuta del registro dei trattamenti.
Gli investigatori dell’Arma hanno accertato che la commercializzazione ha riguardato circa tre tonnellate di fitofarmaci, due delle quali utilizzate. —
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