La protesta
Morì cadendo all’oratorio, ora c’è una targa che lo ricorda
Il 13 febbraio Leo Martinelli perse la vita mentre faceva dei lavori in parrocchia. Il sacerdote e i concittadini hanno voluto ricordarlo con una breve cerimonia
LUCCA. «Non è un semplice ricordo ma un gesto di profonda gratitudine per il nostro caro Leo e per tutto quello che ha fatto per la comunità». Sono le parole del parroco di Nave don Claudio Ticcioni in occasione della scopertura di una targa dedicata a Leo Martinelli, morto lo scorso 13 febbraio mentre effettuava dei lavori al centro parrocchiale del paese.
E proprio lì, accanto alla porta d’ingresso della struttura, si trova da oggi la scritta “A Leo Martinelli con tanta gratitudine”. Poche parole per esprimere la riconoscenza dei componenti del consiglio del centro e di tutta la comunità parrocchiale nei confronti di uno dei propri “figli”, scomparso in circostanze tragiche mentre prestava la propria opera per gli altri, come egli faceva spesso vista la sua umanità e disponibilità. La breve cerimonia di scopertura della targa, alla presenza dei familiari di Leo, si è svolta prima della messa domenicale di Nave, in un clima di grande commozione.
Quel sabato pomeriggio Leo Martinelli, uscì di casa dopo pranzo per andare a fare alcuni lavori alla parrocchia che sorge a poco meno di cento metri da casa sua. «Torno per le cinque, voglio vedere la partita», disse alla moglie. Poco dopo la tragedia: Martinelli cadde da una scala alta poco più di due metri e sbatté violentemente la testa contro una fioriera di cemento. Sul posto intervennero l’automedica e l’ambulanza della Misericordia di Lucca. Venne allertato anche l’elisoccorso Pegaso, ma non fece in tempo ad atterrare: Martinelli era già morto. Sul posto si precipitarono la moglie, il fratello e i figli, travolti da una notizia che mai avrebbero voluto ricevere. Ex dipendente della Delicarta, Leo Martinelli era in pensione da un anno e il giorno dopo avrebbe compiuto 62 anni.
Il sostituto procuratore Salvatore Giannino dispose l’esame autoptico eseguito dal medico legale Stefano Pierotti e l’autopsia confermò l’ipotesi escludendo di fatto un malore di natura ischemica o infartuale. Leo Martinelli era deceduto in seguito ad un importante trauma cranico con lesioni encefaliche incompatibili con la vita. Cadendo all’indietro dalla scala che stava utilizzando per arrivare sul tettino dell’oratorio della chiesa di Nave posto a circa due metri di altezza. Sul piano investigativo resta da capire se è caduto dalla scala o con la scala. Resta quindi indagato il parroco di Nave con l’accusa di omicidio colposo con violazione della normativa antinfortunistica. Il fascicolo però è stato affidato al procuratore facente funzioni Lucia Rugani con delega alle materie legate all’infortunistica sul lavoro. Sarà lei che, al termine degli accertamenti, deciderà se chiedere o meno il rinvio a giudizio.
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