Italia
il sindaco della dc amico dei lucchesi
La conoscenza della sua città e della sua gente – i lucchesi – era il vero punto di forza di Mauro Favilla, ex sindaco scomparso ieri a 87 anni mentre era ricoverato all’ospedale San Luca, positivo al Covid.
È stato il sindaco più longevo di Lucca dal punto di vista amministrativo: l’ha governata complessivamente diciotto anni in diversi mandati. A questa lunga presenza amministrativa si aggiungono i tre mandati da senatore, durante i quali è stato anche presidente della commissione finanze e tesoro del Senato.
Accanto alla conoscenza, la competenza: quella tecnica, da esperto di materie economiche e matematiche. Gli piaceva dire: «Non sarò un grande sindaco ma certamente un bravo professore di matematica finanziaria», così, fra i denti, con l’ironia e l’acume che lo hanno contraddistinto.
Politicamente Favilla era nato e cresciuto con il sigillo della Democrazia Cristiana, di cui incarnava un modello esemplare: a prescindere dalle stagioni politiche che aveva attraversato era quella la sua essenza.
Uomo della mediazione, era uno non si scalfiva e non perdeva mai le staffe, anche nella situazione più difficile. Dava il senso della sicurezza e della solidità: per molti lucchesi era un punto di riferimento personale prima che politico, un consigliere fidato prima che un interlocutore amministrativo. Su queste basi aveva intessuto la forza della sua figura, così durevole negli anni e a così stretto contatto con numerose personalità di spicco della politica italiana.
Giacca, cravatta e bicicletta: anche dopo l’ultima esperienza sulla poltrona più alta di Palazzo Orsetti, era molto frequente vederlo in giro sempre impeccabile ed elegante, in sella alla sua bicicletta.
Il perno della sua vita è stata la famiglia, con l’adorata moglie Carla Giorgi, scomparsa nel 2015, e i figli Simone, Enrico e Chiara. Quando quest’ultima venne alla luce, rinunciò al saluto al Giro d’Italia che passava da Lucca e delegò il suo vice. —
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