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Poste, dipendenti chiedono vaccini A Lucca sono 780

Poste, dipendenti chiedono vaccini A Lucca sono 780

La richiesta giunge dai vertici dell’azienda e viene sposata dai sindacati: «Siamo stati in prima fila per un anno Chiediamo di essere tutelati»

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LUCCA. Poste Italiane chiede alle istituzioni priorità nella vaccinazione a beneficio di dipendenti fra portalettere e addetti negli uffici postali. In provincia di Lucca sono 780 i dipendenti dell’azienda che sperano di poter essere immunizzati quanto prima.

Costretti a fare i conti con cittadini esasperati dalle lunghe attese dovute agli orari ridotti di alcuni uffici o alla chiusura di altri, i dipendenti di Poste Italiane della Lucchesia reclamano almeno il diritto di essere vaccinati in tempi brevi. «C’è una grande attesa da parte di tutti i lavoratori – spiega Michela Benedetti, coordinatrice provinciale del sindacato Slc Cgil –. Un’attesa dovuta al fatto che da un anno a questa parte siamo in prima linea nell’emergenza. Poi ognuno farà la sua scelta, ma quello che chiediamo è una forma di tutela per tutti noi».

A livello nazionale la causa dei lavoratori di poste viene perorata dai vertici dell’azienda: «Per i nostri uffici postali e per i nostri portalettere – ha sottolineato Giuseppe Lasco condirettore generale di Poste – non c’è mai stata zona rossa: 80.000 colleghi hanno continuato a lavorare senza sosta e continuano a farlo tutt’ora. Questa attività, questa nostra disponibilità, deve essere riconosciuta. Non vogliamo una corsia preferenziale, ma vogliamo che venga fatto uno sforzo: le persone per continuare a svolgere il proprio lavoro in prima linea devono essere vaccinate». «Noi sappiamo che i nostri uffici postali – ha continuato Lasco – in alcune zone del Paese costituiscono l’ultimo baluardo dello Stato. Stiamo producendo il massimo sforzo per lasciare aperti tutti gli uffici postali, come ci viene richiesto dalle istituzioni locali, e per garantire i servizi di consegna della corrispondenza grazie alla grande disponibilità della nostra gente” . Per la vaccinazione dei dipendenti, Poste ha presentato a tutte le istituzioni competenti «un piano vaccinale analitico, certificato, redatto con la Fondazione del Policlinico Gemelli di Roma, che pianifica i criteri di vaccinazione; l’operazione riguarda solamente i nostri operatori di sportello e i nostri portalettere», ha spiegato Lasco. Una richiesta che ha avuto il supporto anche dei sindacati. —

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