Gioco
«Pagano di più giovani e donne per l’estate ancora tutto fermo»
LUCCA. Il boom delle colf prova a spiegarlo il direttore del Centro impiego di Lucca Giuseppe Fanucchi: «Con le scuole chiuse e il divieto di uscire molte famiglie sono state costrette a fare questo tipo di contratti per trovare qualcuno che si occupasse dei figli o degli anziani che vivono soli. E poi può anche esserci stato un effetto “emersione”: con il lockdown per spostarsi era necessario avere un giustificato motivo di lavoro e può darsi che le colf assunte in nero siano state regolarizzate per consentire loro di muoversi senza correre rischi».
La situazione raccontata dai dati è sotto gli occhi di tutti: «Sono i settori legati al turismo, alla ristorazione e indirettamente anche al commercio quelli che hanno subito i contraccolpi maggiori da questa annata di pandemia e gli effetti reali li capiremo solo quando scadrà il blocco delle assunzioni. Hanno pagato di più i giovani e le donne, che sono maggiormente impiegate nei settori più colpiti dalla crisi. Il problema è che anche per la stagione a venire c’è molta incertezza: di solito le aziende del settore turistico ricettivo con la Pasqua iniziano a fare le prime assunzioni ma la situazione di incertezza di queste ultime settimane blocca qualsiasi iniziativa. Per fortuna il manifatturiero, con le cartiere in prima fila, ha retto l’urto meglio di altri settori. Un altro segnale positivo è che ci sono aziende che ci hanno contattato per avviare dei tirocini formativi». Ci sono anche altri settori in crescita, ad esempio quelli legati all’elettronica e all’assistenza informatica ma ancora rappresentano una fetta molto piccola del mercato del lavoro.
C’è poi la questione del reddito di cittadinanza che nel 2020, ha visto scadere la misura per i cittadini che la richiesero per primi allo scadere dei 18 mesi. «Il reddito di emergenza e anche quello di emergenza che però tocca una platea assai più ridotta – prosegue Fanucchi – Hanno dato un po’ di ossigeno a famiglie che altrimenti sarebbero state in estrema difficoltà ad andare avanti. Ma legare la prestazione alle politiche attive per il lavoro è stato un errore e quanto accaduto in questa in questo anno lo dimostra. In questi mesi ci siamo organizzati per ridurre i contatti ma portare avanti l’attività con incontri e appuntamenti telematici. Ma già a cose normali è complesso trovare una proposta di lavoro per soggetti in cerca di occupazione, soprattutto per quelli che sono fermi da molto tempo figuriamoci in epoca di pandemia. Per cui ok – conclude Fanucchi – a una misura di sostegno al reddito per chi è senza lavoro ma sganciata dalle politiche attive». —
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