Italia
Condannato a due anni per rapina all’Esselunga
Il giovane era accusato di aver colpito un addetto alla sicurezza del supermercato e danneggiato una volante
LUCCA. Due anni di reclusione e 450 euro di multa. Il giudice monocratico Felicia Barbieri ha condannato l’autore della rapina impropria – con l’aggiunta della resistenza e delle minacce a pubblico ufficiale e del danneggiamento ad un’auto della polizia – commessa domenica 13 settembre 2020 all’orario di chiusura all’interno del supermercato Esselunga all’Arancio. Autore Ben Maarouf Ouahid, 34 anni ancora compiere, che era detenuto nel carcere di San Giorgio.
Il giovane originario del Marocco si rese protagonista di una giornata di ordinaria follia che impegnò gli agenti della questura sino al mattino successivo tanto che, dopo l’arresto, furono costretti a trasferirlo e piantonarlo all’ospedale San Luca.
Tutto iniziò poco dopo le 19 quando l’addetto alla sicurezza del supermarket si accorse che un giovane extracomunitario stava armeggiando in uno scaffale e aveva appena strappato il sistema anti taccheggio ad un oggetto. Arrivato alla cassa è stato fermato dal responsabile della security che ha preteso la restituzione della merce occultata. Per tutta risposta, stando all’accusa retta dal sostituto procuratore Salvatore Giannino, quando arrivò una volante della polizia, con gli agenti convinti che si trattasse di un normale taccheggio, ecco che alla vista degli operatori di polizia, l’uomo diede in escandescenze.
Dapprima dando una manata in volto al responsabile della sicurezza e strappandogli la mascherina. Poi iniziando a minacciare gli operatori di polizia. I quali furono costretti, con molta fatica, a stenderlo per terra e ammanettarlo.
Durante le fasi dell’arresto, tra l’altro, il giovane dette spontaneamente diverse testate per terra con lo scopo di autolesionarsi.
Non contento, una volta accompagnato all’interno della volante, l’extracomunitario comincio a prendere a calci lo sportello dell’auto di servizio, piegandolo e facendo saltare il finestrino blindato della macchina.
Gli operatori furono costretti a immobilizzargli le gambe e venire fuori incolumi da questa situazione delicata, richiese molta professionalità e pazienza dato che l’arrestato scalciava in continuazione.
Anche in questura, alla presenza dei sanitari chiamati per valutare il suo stato di salute, il giovane continuò a dare violente testate al muro. Non solo: Ouahid riuscì pure a strapparsi dalla bocca un ponte dentario usandolo per farsi dei tagli sulle braccia e sul collo. Tanto che gli operatori furono costretti ad accompagnare l’arrestato in ospedale per le cure mediche del caso con gli agenti che lo hanno piantonato fino alle 10 di lunedì mattina, per poi accompagnarlo in carcere dove rimase per l’udienza di convalida disposta dal pubblico ministero.
Ben Maarouf Ouahid non è un nome nuovo per le cronache lucchesi: nel 2012, quando aveva ventiquattro anni, venne arrestato dai carabinieri. All’epoca era residente a Villa Collemandina e si era allontanato dalla propria abitazione dove era ai domiciliari per un furto in provincia di Massa. —
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