Il Tirreno

Lucca

IL PROCESSO  

La banda degli Atm pronta a risarcire le Poste

Luca Tronchetti

Gli autori dei colpi ai bancomat sono disposti a restituire circa il 60 per cento del maltolto: oltre 30mila euro

3 MINUTI DI LETTURA





Luca Tronchetti

LUCCA. Manca l’ufficializzazione – che dovrebbe avvenire già la prossima settimana di fronte al giudice delle indagini preliminari – ma per la prima volta in Toscana, Poste Italiane verranno parzialmente risarcite dai componenti della banda dell’Atm che dal 15 settembre al 15 ottobre 2020 si era resa responsabile di sei colpi tra la nostra regione e la Liguria che avevano fruttato complessivamente 72mila euro. Il procedimento è già stato incardinato e i tre malviventi dell’Est Europa restituiranno complessivamente oltre trentamila euro del maltolto senza considerare gli 8700 euro in banconote da 50 euro recuperate dai carabinieri nel corso della perquisizione successiva all’arresto per il tentato furto aggravato che avvenne circa quattro mesi orsono allo sportello Atm delle poste di Segromigno in Piano. Quindi oltre il 60 per cento del denaro sparito rientrerà in cassa.

Un successo a livello processuale che porta la firma, dei legali degli imputati e del sostituto procuratore Antonio Mariotti, il pm che aveva diretto l’inchiesta affidata ai carabinieri del colonnello Ugo Blasi in grado di smantellare una banda internazionale che conosceva a menadito la tecnica del “jackpotting”.

Le misure cautelari erano scattate nei confronti di Vasile Pitel, 24 anni, rumeno, che all’epoca finì ai domiciliari con la compagna nell’abitazione del padre a Vercelli; Maxim Martinic, 40 anni, rumeno domiciliato a Viareggio in una casa dove risiedeva in affitto e Vasilii Bulgaru, 36 anni, moldavo, ritenuto il basista del gruppo.

Per i tre, oltre al risarcimento, dovrebbe (con il beneplacito del gup) esserci l’ammissione ad un rito alternativo con lo sconto di un terzo della pena. L’ipotesi più plausibile è la condanna dei tre truffatori dell’Est ad una pena di tre anni di reclusione.

In un mese vennero svuotati gli sportelli bancomat tipo Atm Wincor 8050 o 2050, di penultima o terz’ultima generazione, ancora in dotazione a numerosi uffici postali sparsi ovunque nel Vecchio Continente. Si tratta dello sportello postale di Segromigno in Piano, del postamat di Gallicano, di quello di Vallecchia (Pietrasanta), di San Martino in Freddana (Pescaglia) e di Vezzano Ligure (La Spezia). Unico sportello bancario quello Atm della filiale Monte dei Paschi di Siena di San Giovanni Valdarno.

Ad agire in quel mese fu una criminalità senza più limiti e confini composta da professionisti capaci di muovono con abilità e discrezione in tutta Europa usando la tecnologia per svuotare senza colpo ferire e senza utilizzare materiale esplodente bancomat tipo Atm Wincor 8050 o 2050. Una banda, che avrebbe agito anche in altri paesi europei, in grado di penetrare nei sistemi informatici attraverso il mercato parallelo e clandestino di un programma informatico, il vecchio virus per computer che attraverso un codice maligno permette di accedere al dispositivo elettronico e di svuotare completamente la cassa senza far scattare il dispositivo d’allarme. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web