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Vaccini e anziani: le dosi ci sono, ma i medici di base hanno bisogno di infermieri

Gianni Parrini
Vaccini e anziani: le dosi ci sono, ma i medici di base hanno bisogno di infermieri

Ogni medico potrà chiamare 18 pazienti a settimana. Il presidente dell’Ordine: «Serve più personale per tenere questi ritmi»

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LUCCA. Medici di famiglia, le dosi settimanali per la vaccinazione degli ultraottantenni aumentano, passando da sei a 18 per ciascun medico. Ma non tutti sono in grado di utilizzarle. «Abbiamo bisogno di infermieri e personale». Ma andiamo con ordine.

Prima mancavano i vaccini, adesso che stanno arrivando manca il personale per somministrarli tutti in tempi rapidi. La Toscana ha coinvolto nella campagna vaccinale i medici di famiglia (circa 280 in provincia) affidando loro l’immunizzazione degli ultraottantenni che sul territorio di Lucca sono 32mila. La campagna però procede a rilento: la Toscana ha vaccinato solo l’8,5 per cento (15mila circa) degli anziani con più di ottanta anni, tenendo dentro anche gli ospiti delle Rsa. Poco in confronto a una media nazionale che si attesa al 20 per cento. I motivi di questa differenza sono tanti: il ritardo rispetto ad altre Regioni nelle vaccinazioni di questa categoria, un accordo con i medici fatto in fretta e furia, un’adesione fin troppo graduale e infine la scarsità delle dosi disponibili. Ma da questa settimana quest’ultimo problema non c’è più: grazie alle ultime consegne di Pfizer ciascun medico ha a disposizione 18 dosi a settimana e non più sei.

«Non tutti però saranno in grado di utilizzarle – spiega il dottor Umberto Quiriconi, presidente dell’ordine dei medici di Lucca – Una seduta vaccinale con sei somministrazioni ci porta via un’intera mattinata tra preparazione delle dosi, anamnesi del paziente, l’illustrazione del consenso informato e la registrazione sul portale regionale. Farne 18 significa perdere tre mattine e diventa complicato considerando che dobbiamo continuare a svolgere anche l’attività ordinaria (ogni medico ha tra 1.000 e 1.500 pazienti). Senza un adeguato supporto di personale infermieristico e di segreteria diventa complicato usare tutte le dosi e tenere i ritmi richiesti. Quando abbiamo partecipato alla campagna contro l’influenza l’Asl ci ha fornito degli infermieri di supporto, adesso invece non sta succedendo. Ci hanno lasciati soli con il compito di vaccinare 32mila anziani».

Una lamentela fatta propria anche dal dottor Aldo Allegrini, medico di famiglia del nostro territorio: «L’inoculazione è il meno – dice – Per ogni vaccinazione si perdono almeno dieci minuti in questioni non prettamente mediche che vanno dalla registrazione del paziente alla lettura del consenso informato. Dovrebbero darci personale per permetterci di fare il nostro lavoro, invece la maggior parte del tempo va perso in altre mansioni». Difficile che i rinforzi richiesti possano arrivare: dal “bando Arcuri” sono stati reperiti appena sei rinforzi sulla Piana e due in Valle. Tutto il personale Asl disponibile è già impiegato nella vaccinazione delle altre categorie.

C’è poi la questione dei medici che non fanno parte delle medicine di gruppo e quindi non hanno spazi e supporti necessari per organizzare in proprio le vaccinazioni. Sono circa un 20 per cento del totale e per loro bisogna trovare delle sedi adeguate. Per quelli di Lucca l’Asl ha messo a disposizione il Campo di Marte, mentre nella Piana e in Valle l’azienda sanitaria ha preso contatti con le associazioni (Misericordie e Croce Verde) per sondare la disponibilità di questi soggetti nel mettere a disposizione le proprie sedi per consentire ai medici di vaccinare i loro assistiti in un ambiente sicuro e protetto. —

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