Il Tirreno

Lucca

l’idea 

Una pianta portatile per imparare ad amare la natura

Una pianta portatile per imparare ad amare la natura

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LUCCA. L’esempio, al tempo stesso migliore e peggiore, per comprendere l’idea è quello del tamagotchi, il giochino elettronico tascabile di qualche anno fa, da seguire come se fosse un cucciolo per evitare che morisse virtualmente. Anche in questo caso siamo difronte a un qualcosa di portatile (almeno fino a un certo punto) e che ha bisogno di cure. Solo che se muore non si può ripartire. Si tratta di Mimì, progetto nato da un’idea di Luigi e Matteo Paolicchi, sviluppato in collaborazione con il Centro ricerca rifiuti zero, e presentato ieri mattina dai suoi creatori e dal presidente di Zero Waste Italy Rossano Ercolini.

Mimì, con l’accento sulla i, è una piantina. Anzi, sono più tipi diversi di piantine, tutte associate a un personaggio da fumetto che ne riproduce le caratteristiche fisiche. Per loro è stata studiata una miniserra portatile, che può anche diventare un ciondolo, in cui la piantina può svilupparsi, fino al momento (nel kit è compresa anche l’attrezzatura per gestire questo passaggio) in cui quella serra non sarà più sufficiente, e si potrà trapiantare la piantina.

Una creazione frutto di anni di lavoro, che rappresenta un progetto imprenditoriale dalle notevoli potenzialità: sono allo studio anche le modalità di commercializzazione della miniserra, partendo dal web, anche se l’aspirazione è arrivare a una commercializzazione tradizionale («Anche perché è un progetto che va descritto, va raccontato», dice Luigi Paolicchi). Ma è anche un progetto che può rivestire un importante valore educativo, in particolare verso i bambini – ma anche per gli adulti – che in questo modo potrebbero imparare a prendersi cura di un pezzo di natura (non a caso un esemplare sarà inviato a Greta Thunberg). Un’attenzione verso la natura che si è manifestata anche nei materiali utilizzati (e qui sta la collaborazione di Zero Waste): vetro riciclabile e sughero compostabile. Non solo, ma la serra, una volta esaurita la sua funzione, potrà essere rinviata ai produttori in cambio di un rimborso, o potrà diventare teca di gioielli raffiguranti piante, prodotti con scarti di vetro. —

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di Redazione web