La protesta
Un raro anfibio ha trovato casa lungo il Serchio, ma va protetto
Le uova della rana dalmatina rinvenute in alcune buche che poi sono state ricoperte Chiesta la creazione di pozze per permettere la riproduzione
LUCCA. Non tutte le buche sono da riempire e non tutte le pozzanghere sono da eliminare. Anzi, alcune di queste portano la vita. Per esempio la portano alla rana dalmatina, è una rana rossa inserita fra le specie tutelate dalla “Convenzione di Berna” e dalla “Direttiva Habitat” della Comunità Europea. Insomma, una specie rara, ma che a Lucca sembra aver trovato un rifugio. La scoperta, inaspettata, risale giusto a unanno fa, al 15 febbraio del 2020 quando, nel corso di un “sabato per l’ambiente” organizzato dal Wwf Alta Toscana con la collaborazione del Consorzio di bonifica Toscana nord, furono trovate ben 75 ovature di rana dalmatina. E le uova erano state deposte proprio nelle pozzanghere create dal passaggio dei camion, lungo una strada sterrata posta sotto l’argine maestro del Serchio, nel tratto fra Ponte San Pietro e Cerasomma. In sintesi, quelle buche portavano la vita.
Ma, prosegue il Wwf, «nonostante la segnalazione alle autorità competenti le pozze, benché situate lungo una sterrata non transitata, sono state spianate nell’ottobre successivo, distruggendo siti riproduttivi di anfibi tutelati». Tutto questo mentre «la richiesta di scavare dei siti alternativi a bordo strada non ha trovato alcun riscontro».
«Nonostante lo spianamento delle pozze – riprende l’associazione – quest’anno le rane dalmatine hanno tentato ugualmente di deporre le uova. La scarsa profondità dei bozzi ha determinato un calo delle deposizioni e soprattutto ha messo a rischio il loro sviluppo. Sabato scorso, sempre nell’ambito dell’iniziativa “sabato per l’ambiente” , sono state trovate alcune ovature, in numero inferiore a quelle del 2020. Alcune di esse erano ormai all’asciutto, mentre altre erano in pericolo per il prosciugamento delle pozze. Nel tentativo di salvare le uova, queste sono state prelevate e traslocate nell’unica pozzanghera che conservava una sufficiente quantità di acqua, con la speranza che i girini che nasceranno riusciranno a metamorfosare. Si auspica che il Comune, nell’ambito del parco fluviale, crei piccole pozze per la riproduzione di questi interessanti anfibi, la cui esistenza è messa a rischio dai cambiamenti climatici». —
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