Toscana
Un cuscino di garofani rossi per l’addio a Vincenzo Placido
lucca. Un cuscino di garofani rossi sul feretro ha accompagnato l’ultimo viaggio di Vincenzo Placido, il politico e l’insegnante, l’uomo di lettere e l’appassionato di cinema, scomparso nella mattinata della scorsa domenica, 28 febbraio, per un malore improvviso. I garofani come filo conduttore di un’appartenenza profondamente sentita per tutta la vita, quella al partito socialista dal quale Placido aveva mosso i primi passi nella politica. La morte lo ha colto nella mattinata di domenica mentre si trovava tra i suoi affetti più grandi, la moglie Rosaria Mazzei e il figlio Beniamimo.
Ieri pomeriggio c’erano molte persone, amici di una vita del professore scomparso, sul sagrato e dentro la basilica di San Frediano. Oltre ai familiari, c’erano esponenti politici lucchesi come l’ex presidente del Senato Marcello Pera, l’ex sindaco di Porcari Alberto Baccini, il consigliere comunale Giovanni Minniti, c’erano l’ex direttore di Lucca Comics Francesco Caredio e l’attuale direttore di Lucca Crea, Emanuele Vietina, l’ex sindaco Pietro Fazzi, l’imprenditore Mario Pardini. C’erano esponenti del mondo della cultura e docenti della scuola. C’era la grande amica Donatella Buonriposi, attuale dirigente dell’ufficio scolastico interprovinciale, che grazie a Placido era entrata in politica nel periodo in cui anche lui militava in Forza Italia.
Momenti di commozione e un profondo silenzio hanno caratterizzato il rito funebre di Vincenzo Placido, che si è svolto in tempi brevi e secondo le regole dettate dall’emergenza sanitaria.A officiarlo è stato don Lucio Malanca, parroco del centro storico.
«In questo pomeriggio di quasi primavera, pieno di luce e bellissimi colori – ha detto don Lucio – iniziamo questo rito di saluto con tanto affetto e amore per una persona che nella vita civile del nostro territorio ha lasciato un grandissimo segno».
Vincenzo Placido era originario di Ascoli Satriano, in provincia di Foggia. Primo di otto fratelli (fra cui l’attore Michele Placido) ne aveva preso le redini dopo la prematura morte del padre. A Lucca è arrivato oltre quarant’anni fa ed è diventata immediatamente la “sua” città, dove ha anche scelto di riposare. Nel 2020 ha pubblicato un libro, “Zvanì. Il fanciullino di Casa Pascoli”, che ha riscosso molto successo. —
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