Il Tirreno

Lucca

il progetto 

Un teatro a Capannori L’idea del Comune per il dopo pandemia

Nicola Nucci

Artè è giudicata inadeguata per spettacoli di grande respiro e si pensa a una struttura da 500 posti per tutta la Piana 

3 MINUTI DI LETTURA





Nicola Nucci

CAPANNORI. In tempi come quelli in cui stiamo vivendo, in cui tutto è fermo o quasi, e, se possibile, la cultura è ancora più ferma del resto, può sembrare un azzardo anche il solo pensare di realizzare un teatro. Il Comune di Capannori, però, guarda avanti, a quando sarà finita l’emergenza sanitaria e alla ripresa delle attività culturali. E se fra queste attività vogliamo comprendere il teatro, uno spazio ad hoc in città è necessario.

Eventuali rappresentazioni di livello non possono certo essere accolte ad Artè, una struttura troppo piccola con i suoi 168 posti, e che sarà sempre più trasformata in una sala cinematografica dopo i lavori alla copertura in programma entro fine anno (in cantiere c’è anche l’introduzione delle poltroncine).

«All’idea di un teatro nel centro di Capannori – dice l’assessore alla cultura Francesco Cecchetti – abbiamo iniziato a pensare prima del Covid, in quanto l’offerta di spettacoli è aumentata esponenzialmente e il cartellone, interrotto dalla pandemia, stava riscuotendo un grande successo. Arté è uno spazio importante ma con poco meno di 200 posti non è adatto per artisti di richiamo e ha un palco piccolo per certi allestimenti e concerti. Pertanto ci sono le condizioni per realizzare un teatro a Capannori che può avere un ruolo baricentrico nella Piana».

Un’opera del genere però ha costi elevati e con la crisi le priorità sono altre. «È logico – dice Cecchetti – che non si farà con risorse proprie, aspettiamo di capire se i 209 miliardi del recovery plan saranno destinati anche all’edilizia culturale e in questo caso concorreremo, ma stiamo esplorando anche altre forme di finanziamento europeo e fondazioni locali. Intanto abbiamo fatto uno studio di fattibilità che abbiamo consegnato al ministero della Cultura».

E in quello studio viene indicato anche il tipo di struttura da realizzare: «Uno spazio da 500 posti sarebbe adatto alle esigenze, andando a triplicare la capienza di Arté, e avrebbero una capacità attrattiva per eventi importanti. Pensiamo a una struttura modulabile con tribunette adattabili alle diverse esigenze. Abbiamo anche compagnie teatrali e realtà importanti nella Piana e potrebbe essere utilizzato anche dalle scuole».

Una scelta però è già stata presa tra l’ipotesi di recuperare un immobile già esistente con la superficie giusta e un ampio parcheggio esterno oppure quella di realizzarlo da zero. »Abbiamo già sciolto questo dubbio, il teatro sarà di nuova costruzione, a meno che i bandi europei siano limitati alla ristrutturazione di edifici – dice l’assessore alla cultura – abbiamo individuato alcune soluzioni in un’area intorno a piazza Moro, non lontano anche da Arté, quindi nella zona centrale di Capannori. Dobbiamo farci trovare pronti alla ripartenze della cultura, che ha pagato un prezzo alto alla crisi economica e pandemica. Un teatro, anche se per ora siamo in una fase embrionale, sarebbe un sostegno alla cultura locale e nazionale». E a proposito di cultura interrotta sul concerto del Primo Maggio Cecchetti lascia aperto uno spiraglio: «È chiaro che non potremo organizzare il classico evento con 10mila persone, ma speriamo ancora di poter fare qualcosa compatibilmente con le normative sul Covid. Decideremo tra qualche giorno. Mentre per l’estate, in condizioni migliori come auspichiamo, stiamo definendo un cartellone con spettacoli nelle piazze, parchi e nelle corti in diverse frazioni». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa