Il Tirreno

Lucca

tribunale 

Stalking, ex fidanzato condannato a 17 mesi

Luca Tronchetti ALTOPASCIO.

Le impediva di frequentare l’università e di tingersi le unghie. Lei lo aveva lasciato e lui la molestava sotto casa e via sms

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Una convivenza tra due giovani si era trasformata, dopo i primi mesi di passione, in un autentico inferno. Lei, non ancora ventenne, brillante studentessa iscritta all’università, lui ventiduenne muratore ancorato a vecchi retaggi culturali. Una storia come tante che ha rischiato di finire nel peggiore dei modi se la ragazza ad un certo punto non avesse deciso di rivolgersi ai carabinieri.

Una vicenda avvenuta nel comune di Altopascio e che risale al periodo che va dal 2013 al 2014 con il giovane denunciato, mandato a giudizio con l’accusa di atti persecutori e condannato dal giudice Michela Boi a un anno e cinque mesi di reclusione con i benefici di legge.

Non riveliamo il nome dell’uomo per evitare che si possa identificare la vittima del reato.

In sostanza la studentessa, origini albanesi ma residente da tempo in Italia, s’innamora del giovane connazionale che ha già un lavoro e i due vanno a convivere in una casa nell’altopascese. Ma sin dai primi mesi le cose non vanno per il verso giusto. La ragazza è intelligente. Parla in maniera fluida l’italiano, dopo il liceo si iscrive all’università, si veste all’«occidentale» come tutte le sue coetanee, si trucca e si dà lo smalto alle unghie, esce con le amiche in pizzeria. Tutto in maniera serena e alla luce del sole. Ma questo suo atteggiamento non piace al fidanzato. Il litigi sono all’ordine del giorno. A un certo punto lui le impedisce di uscire, di vestirsi con le gonne, di darsi mascara e ombretto e soprattutto gli nega l’opportunità di frequentare l’università. Lei è innamorata e inizialmente cerca di assecondarlo. Poi però capisce che non può costruire una vita con quel giovane e interrompe la convivenza e il fidanzamento dopo meno di un anno. Prima però ci sono alcuni episodi di una certa gravità. Un paio di volte infatti risultano accessi al pronto soccorso con ecchimosi e contusioni anche se, in quelle circostanze, la ragazza sostiene di essersele procurate da sola dopo una caduta.

Alla fine però ognuno va per la sua strada. Ma mentre la ragazza s’immerge nello studio per arrivare in tempi brevi alla laurea, il muratore non si rassegna all’idea di averla perduta.

Così prova a riconquistarla, ma lo fa nel modo peggiore. La tempesta di messaggi a tutte le ore del giorno e della notte, si presenta sotto casa e pretende di entrare per un chiarimento, inizia ad offenderla quando la incontra assieme ad altre persone in luoghi pubblici. Il tutto in un crescendo di minacce verbali sia in presenza che attraverso sms sul cellulare. La studentessa inizia ad aver paura per la sua incolumità. Consapevole che in passato, quando stavano insieme, quel giovane ha alzato anche le mani su di lei.

Così dopo l’ennesimo affronto la decisione di rivolgersi ai carabinieri per denunciare l’ex fidanzato appoggiata anche dall’associazione La Luna, il centro anti violenza che con i suoi legali assistente le donne minacciate dai loro compagni, che era presente in aula con un suo avvocato. La vittima invece non c’era. Da anni non vive più nel nostro Paese. —



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