Sicurezza
I sacchetti sugli alberi spiegano l’invasione della plastica in mare
LUCCA. L’isola di plastica nell’oceano? Nasce anche in montagna e in collina. Lo si capisce bene semplicemente passeggiando lungo il Serchio e guardando in direzione del fiume. Qui gli alberi adesso all’aria, ma nelle scorse settimane coperti dalle acque del Serchio in piena sono decorati come abeti natalizi. Solo che non sono palle quelle che hanno fra i rami, bensì sacchetti di plastica. Sono i sacchetti che gettati nel corso d’acqua più a monte sono rimasti impigliati nelle ramaglie. Probabilmente solo una parte di tutti quelli che, invece, hanno proseguito la loro corsa senza trovare ostacoli fino, appunto, al mare aperto.
Ecco da dove arriva una parte consistente della plastica che inquina mari e spiagge e uccide la fauna marina. Da molto lontano, in pratica seguendo, in parte, lo stesso ciclo delle acque. Non gettare oggetti dal finestrino non è solo uno slogan, è un principio. Perché il sacchetto, ma anche la bottiglietta, il pacchetto di sigarette vuoto che buttiamo via, magari su una via di montagna, finisce nel fossato sul bordo della strada, da qui al canaletto un po’più grande, poi al torrente, quindi al fiume. E poi lo ritroviamo quando andiamo al mare. –
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