Il dolore
«Bloccare l’impianto di bitume fu la scelta giusta di Marchetti»
Replica alla sindaca D’Ambrosio sulla causa da un milione e mezzo al Comune «Sì è detto no all’insediamento di un’attività inquinante»
ALTOPASCIO. Esempio sbagliato: si potrebbe sintetizzare così la replica della lista di Insieme per Altopascio all’intervento con cui la sindaca Sara D’Ambrosio attacca l’ex sindaco, e prossimo rivale alle amministrative, Maurizio Marchetti.
«D’Ambrosio – si legge nella nota del gruppo d’opposizione – parla di una causa che il Comune starebbe per perdere con una richiesta danni da 1,5 milioni di euro per una vicenda di 25 anni fa. Posta così sembra una grave violazione dell’amministrazione comunale dell’epoca, guidata appunto da Marchetti. Ma la sindaca si scorda di dire quali sono i motivi che hanno condotto questa venticinquennale causa, ossia il diniego che il comune di Altopascio ha dato alla richiesta di insediare a Spianate, in località Luini, a pochi metri dal centro della frazione ma anche vicina al centro, un impianto per la lavorazione del bitume. In un’area, come dimostrano le continue vette di inquinamento da Pm10, da preservare a livello ambientale. Un no per motivi piuttosto facili da capire, se si è in buona fede: si tratta di un impianto fra i più inquinanti possibili, che non aveva ricadute nemmeno occupazionali. Basta leggere nella letteratura medica quali conseguenze ha per la salute un impianto di questo tipo per non avere dubbi».
«Un grande titolo di merito per gli amministratori – continua la nota – che ovviamente non hanno avuto dubbi nell’evitare questo colpo mortale alla salute dell’aria e delle persone che vivono nel raggio di chilometri. Un sindaco normale avrebbe solo avuto parole di ringraziamento e apprezzato la lungimiranza di chi era in comune nel 1996, ma, evidentemente, prevalgono altre logiche. Invece di recitare il mea culpa per non essere stata in grado di portare, come amministrazione comunale, le giuste motivazioni al processo, si cercano colpevoli che sono tali solamente di avere operato per la salute dei cittadini, esattamente il contrario di loro, che hanno autorizzato in pieno centro di Altopascio una azienda che per sua stessa definizione tratta rifiuti tossici e pericolosi». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
