Gioco
Villa abusiva sorta tra gli olivi finisce al patrimonio comunale
La struttura realizzata da un nomade con precedenti penali per una serie di furti potrebbe essere demolita.in quanto realizzata senza permessi e senza sanatoria
Luca Tronchetti
MONTECARLO. Dopo anni di processi, sentenze e ricorsi la bella villa a piano terra immersa nel verde con veranda, giardino, box-ricovero auto è entrata nel patrimonio comunale di Montecarlo che potrebbe optare per la demolizione dell’immobile. Il motivo? Il manufatto che è stato realizzato in via Poggio Baldino 28 è completamente abusivo. Costruito da un nomade – con diversi precedenti penali per reati contro il patrimonio – che lo ha realizzato all’interno di un oliveto abbattendo alcuni alberi e infischiandosene delle norme sulla tutela del patrimonio artistico e paesaggistico e del vincolo idrogeologico. Una villa realizzata in un’area a prevalente funzione agricola.
I fatti. L’opera era stata costruita nel 2013 senza alcuna autorizzazione. Il proprietario – Cristian Balestra, 35 anni, nomade, sposato, arrestato a più riprese (2010 e 2012) dai carabinieri di Prato e Pisa per una serie di furti commessi nella zona di Campi Bisenzio e Prato – non aveva presentato al Comune di Montecarlo alcuna richiesta di permesso a costruire. Tanto che la vicenda era finita in procura dopo gli accertamenti effettuati dalla polizia municipale di Montecarlo. Risultato? Alcuni anni fa il pm emise una richiesta motivata di decreto penale di condanna al gip. Indicando la misura della pena pecuniaria. Così al posto dei 15 giorni di arresto per l’imputato venne indicata l’ammenda di sedicimila euro assieme all’ordine di demolizione del manufatto. Dopo quattro anni da quel decreto penale di condanna la villa era è ancora in piedi.
Il ricorso. Balestra, deciso ad opporsi a quello che lui ritiene un sopruso, depositò al Comune di Montecarlo e alla procura una richiesta di sanatoria per la realizzazione in quei mille metri di terreno di un’azienda agricola. Richiesta che riuscì a bloccare l’ordinanza di demolizione. Ma quando la procura chiese agli uffici comunali preposti di fornire la documentazione della richiesta di sanatoria salta fuori la verità. A presentarla il 16 maggio 2015 è la consorte del proprietario dell’immobile soggetto a demolizione.
Alla suddetta attestazione di conformità in sanatoria, carente di tutta la documentazione tecnica e dei nullaosta necessari all’esame e al rilascio della stessa, l’ufficio comunale invia richiesta di integrazione il 29 maggio 2015 che viene poi archiviata nel novembre 2015 in quanto non viene presentata o rilasciata alcuna domanda di accertamento di compatibilità paesaggistica e nemmeno di attestazione a sanatoria per le opere abusive. Vengono fatti sopralluoghi, prima dall’istruttore tecnico del comune di Montecarlo e poi dai vigili, ed emerge che la struttura è ancora in piedi. Il 24 giugno 2020 i vigili urbani effettuano un altro sopralluogo e si accorgono che la villa è abbandonata e nessuno abita più lì da tempo. C’erano le condizioni per l’esecuzione forzata. All’interno ci sono ancora gli arredi e i bagni. —
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