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Lucca

La sentenza 

Rapinò un minorenne: condannato a due anni

Gianni Parrini
Rapinò un minorenne: condannato a due anni

Il fatto avvenne nell’ottobre del 2017 in San Colombano. La vittima venne minacciata con un collo di bottiglia

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LUCCA. Armato di un collo di bottiglia rapinò un minorenne facendosi consegnare il telefono cellulare e i pochi euro che il ragazzo aveva con sé. Per quel reato Mohamed Setli è stato condannato a due anni e 8 mesi di reclusione. La sentenza è stata pronunciata ieri mattina al tribunale di Lucca, al termine del collegio presieduto dal giudice Nidia Genovese.

I fatti in questione risalgono all’ottobre del 2017: quel giorno Setli rapinò un 17enne, studente della scuola alberghiera. Il fatto avvenne nei pressi del baluardo di San Colombano: l’extracomunitario residente in Media Valle, che all’epoca 24enne, si presentò davanti al giovane armato di un collo di bottiglia e lo minacciò. «Dammi il cellulare e soldi che hai in tasca», questa la richiesta del malfattore, rafforzata dall’arma che teneva in mano e dal modo di fare aggressivo e risoluto. Non era il caso di mettersi a discutere e ragionevolmente il minorenne non si mise a fare storie e consegnò quanto richiesto dal marocchino classe 1993, che poi si dileguò facendo perdere le sue tracce.

Il 17enne, però, non rimase in silezio: raccontò l’accaduto e i genitori, che nei giorni successivi sporsero denuncia. Così partirono le indagini delle forze dell’ordine: il rapinatore venne identificato, rintracciato e messo di fronte alle sue responsabilità.

Ieri la vicenda giudiziaria è approdata nel tribunale di Lucca ed è giunta a conclusione, almeno per ciò che concerne il primo grado di giudizio. Setli, in aula rappresentato da un difensore d’ufficio, è stato condannato dal secondo collegio giudicante a una pena di due anni e otto mesi di reclusione.

I magistrati hanno riconosciuto all’imputato le attenuanti generiche. Il ragazzo di origine marocchina ha già dei precedenti di polizia per minaccia e resistenza a pubblico ufficiale. La sentenza diverrà esecutiva al termine dei tre gradi di giudizio, qualora dovesse essere confermata. L’uomo potrà chiedere l’applicazione delle pene alternative al carcere, qualora non abbia già altre condanne che fanno aumentare il cumulo della pena da scontare.

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