Sicurezza
È stato contestato il reato doganale e non l’evasione Iva
Il gup di Livorno ha prosciolto dalle accuse Claudia Chiocchetti nello stesso giorno in cui il fratello ha patteggiato un anno e sei mesi
Luca Tronchetti
LUCCA. Il gup di Livorno, Marco Sacquegna, ha assolto con formula piena Claudia Chiocchetti, l’altra amministratrice della concessionaria di moto fondata nel 1975 con sede in via Nuova per Pisa a San Michele in Escheto.
La sentenza del giudice è stata pronunciata nello stesso giorno in cui ha patteggiato un anno e sei mesi con la sospensione condizionale della pena il fratello Daniele Chiocchetti. La vicenda non riguarda evasioni fiscali legate all’Iva.
Sulla vicenda interviene il legale degli imputati, avvocato Carlo Di Bugno, per sottolineare che i suoi assistiti sono importatori occasionali di moto: «La questione per cui sono stati tratti a processo i miei assistiti era un fatto eccezionale che riguardava solo tre ciclomotori Harley Davidson provenienti dagli Stati Uniti. La dimostrazione della sporadicità dell’evento non attinente all’attività solitamente svolta di commercio di moto è data dall’assoluzione dell’altra amministratrice, a conclusione del giudizio abbreviato in camera di consiglio, celebrato nella medesima udienza».
«Il problema – prosegue l’avvocato Di Bugno – si è posto esclusivamente al momento dell’importazione delle tre moto e da lì la contestazione, fatta dallo spedizioniere, di un reato doganale. Il processo non ha avuto ad oggetto questioni attinenti all’evasione Iva, tanto che l’Agenzia delle entrate – conclude l’avvocato difensore dei Chiocchetti – non è stata l’autorità amministrativa coinvolta, ma questioni attinenti all’evasione di diritti doganali (dazi) per l’importo riportato di 3.805 euro». —
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