Attenzione
Controlli sui redditi: perdono la casa popolare
Denunciati due inquilini per false dichiarazioni. L’assessora Lisa Baiocchi: «Continueremo a fare verifiche adeguate»
Nicola Nucci
PORCARI. Pensavano di farla franca, e di poter risparmiare sull’affitto a spese di chi aveva più bisogno di loro, ma i controlli li hanno smascherati. Due uomini, italiani e residenti a Porcari, abitavano nelle case popolari pur avendo un buon reddito, ben al di sopra dei parametri Isee.
Sono stati scoperti grazie alle verifiche incrociate che periodicamente vengono svolte dal Comune e dalla Guardia di Finanza. Ai due è stata tolta la casa, e in compenso si sono guadagnati una denuncia per le false dichiarazioni. Dai controlli sui parametri che danno diritto ad accedere agli alloggi popolari per le famiglie è emerso anche il possesso di beni di lusso. Secondo i regolamenti dell’amministrazione comunale, infatti, per aver diritto alla casa popolare viene chiesto – tra le altre cose – di non possedere auto di grossa cilindrata, barche e natanti, ma anche altri benefit, come per esempio l’abbonamento a canali satellitari.
Dalle indagini le posizioni irregolari emerse erano state inizialmente sei, ma per quattro di queste si trattava solo di errori formali, come per esempio un ritardo nella presentazione della richiesta. Carenze facilmente sanabili. Non così per gli ultimi due, per i quali è scattata la denuncia.
Non è la prima volta che il Comune, attraversi queste azioni di recupero del sommerso, pizzica persone non in regola. In particolare grazie al lavoro congiunto dell’ufficio sociale e del comando provinciale delle Fiamme Gialle.
Nel 2019, per esempio, furono scovate ben dieci famiglie che avevano incassato indebitamente dei contributi economici comunali. Il tutto emerso da alcune documentazioni reddituali anomale. In alcuni casi si trattava anche di recidivi, che anche in precedenza avevano ottenuto sussidi senza averne diritto.
«È da tempo in atto una revisione attenta delle domande di accesso alle case popolari e ai benefici economici – dice l’assessora al sociale Lisa Baiocchi – perché ritengo che la legalità debba essere garantita, soprattutto a sostegno delle fasce più fragili e deboli della cittadinanza. Controlli capillari sono stati eseguiti sulle attestazioni Isee, che hanno fatto emergere purtroppo anche situazioni di irregolarità da parte di persone che avevano dichiarato un reddito e beni mobili e immobili inferiori a quelli reali. In due casi siamo arrivati alla denuncia e alla liberazione degli alloggi».
Ma lotta ai furbetti non finisce qui. Sono in corso anche verifiche sulle domande arrivate all’amministrazione per la richiesta di sgravi economici e di agevolazioni su mensa e al trasporto scolastico. «Inoltre – riprende l’assessora – in questo particolare momento storico dove cresce la domanda di case popolari abbiamo iniziato anche una revisione puntuale del patrimonio residenziale pubblico, grazie alla collaborazione tra uffici comunali e l’ente che gestisce l’edilizia residenziale pubblica». —
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