Il dolore
Tutti i vincoli per risolvere il caso Romea
Viaggiare in auto a Lucca e Capannori equivale a fare lo slalom tra i passaggi a livello. Ce ne sono in tutto trentatré: ventiquattro sul territorio comunale di Lucca, nove su quello di Capannori. Un’odissea quotidiana fatta di file in attesa che la sbarra si alzi, di tubi di scappamento accesi anche per dieci minuti davanti a una sbarra abbassata, oltre ai periodici episodi in cui l’auto passa e passa anche il treno seppure la sbarra sia alzata e quelli in cui, come martedì sera sulla via Romana, qualche automobilista “buca” il passaggio a livello lasciandosi dietro i cocci delle sbarre che ha spezzato. E meno male che non ci sono stati feriti. Difficoltà con cui chi abita fra Lucca e Capannori convive ogni giorno: e dovrà continuare a farlo, visto che Rete Ferroviaria Italiana, spa pubblica proprietaria dell’infrastruttura ferroviaria, non metterà mano ai passaggi a livello prima del raddoppio della linea Firenze Lucca.
A livello locale, gli assi viari (quando e se verranno realizzati) potranno avere un effetto almeno parzialmente risolutivo del problema dei passaggi a livello, perché convoglieranno un massiccio flusso di traffico fuori dalle direttrici attuali. Ma al momento, come conferma l’amministrazione comunale lucchese, nel capoluogo di provincia non vi sono progetti per mitigare gli effetti dei passaggi a livello, tantomeno per creare viabilità alternative.
Il motivo? «Le aree intorno ai passaggi a livello – spiega Palazzo Orsetti – sono mediamente troppo urbanizzate per potervi intervenire anche cambiando solo i connotati della viabilità attuale. Ci sono quartieri, strade realizzati negli ultimi cinquant’anni, nei quali è difficile fare interventi per cambiare la viabilità. Per via delle Cornacchie, con Rfi, si parla di sostituire il passaggio a livello con un sottopasso, mentre a San Pietro a Vico di risolvere il problema con un sottopasso. In questo punto in particolare, l’attraversamento dell’asse suburbano risolverà per gran parte il problema rappresentato dal passaggio a livello». Dato quest’ultimo confermato dall’assessore ai lavori pubblici Celestino Marchini. «L’asse suburbano – dice – attraverserà con un sovrappasso via delle Ville in corrispondenza delle prime case». Ma anche in questo caso sarà questione di anni.
Diverso l’approccio ai passaggi a livello dell’amministrazione comunale di Capannori guidata da Luca Menesini.
Ci sono per Capannori intenzioni chiare in merito ad alcuni passaggi a livello, calibrate sul problema che rappresentano.
Tra le opere previste da Rfi c’è la realizzazione di una serie di sottopassi carrabili: saranno costruiti a Pieve San Paolo in via di Tiglio (a cui andrà la priorità), a Santa Margherita in via della Madonnina e a Tassignano.
«Inoltre – fa sapere l’amministrazione comunale di Capannori – Rfi costruirà tre sottopassi pedonali in via delle Volpi a Santa Margherita, in via Malfatti fra Pieve San Paolo e Santa Margherita e in via di Tiglio a Pieve San Paolo». Si parla di progetti ma i tempi sono incerti: dipenderanno da come proseguiranno i lavori per il raddoppio della linea ferroviaria Lucca Firenze.
Nel merito, Menesini sottolinea che «il territorio aspetta da quindici mesi che venga ripresentato con le correzioni richieste il progetto sul raddoppio relativo alle aree di competenza di questo territorio».
Non si attendono cambiamenti per quanto riguarda i lavori collegati ai passaggi a livello di Capannori. Ma nell’economia complessiva del territorio sì: in particolare per il “nodo” di Altopascio, territorio messo in difficoltà dal passaggio a livello sulla Romea. –
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