Lutto
Il padre del bambino bullizzato: «Mio figlio rifiuta d’andare a scuola»
lucca. «Mio figlio non vuole più andare a scuola». Il cuore è gonfio di amarezza, ma sono queste le uniche parole con cui il padre del bambino picchiato da altri piccoli allievi che frequentano la sua stessa scuola primaria a Lucca descrive lo stato d’animo del figlio.
Difficile convincere il piccolo, che frequenta la seconda elementare, a riprendere la sua routine quotidiana dopo avere vissuto sulla sua pelle – secondo il racconto fatto dai genitori e a seguito del quale la preside dell’istituto comprensivo ha depositato un esposto dai carabinieri – l’aggressione di altri bambini. Adesso saranno le forze dell’ordine a indagare sulla vicenda.
Il caso risale ad alcuni giorni fa. Da tempo i genitori, secondo il loro racconto, avevano notato che il bambino, di carattere vivace e allegro aveva cambiato umore, era diventato inspiegabilmente serio.
Finché un giorno una scena che si è trovata davanti la sorella maggiore, che frequenta la sua stessa scuola ma in un’altra classe, ha fugato ogni dubbio.
«Durante la pausa di ricreazione – ha raccontato il padre – mia figlia cercava il fratello. Lo ha trovato in fondo al cortile: due bambini poco più grandi di lui lo stavano tenendo, mentre un terzo gli stava stringendo le mani intorno al collo, come per soffocarlo. Ha chiesto ai due bambini perché stavano aggredendo il fratello e loro hanno risposto “per divertirci”. E se ne sono andati. Sono tornati tutti in classe».
Ma una volta rientrata a casa, la bambina ha raccontato tutto ai genitori e anche il fratellino bullizzato ha ammesso che le situazioni di molestia si erano ripetute.
I genitori hanno portato il figlio al pronto soccorso, con i segni ancora sul collo. Per una settimana il piccolo non è andato a scuola.
Il caso è esploso. La dirigente dell’istituto ha ascoltato i genitori e anche gli insegnanti del bambino. Ma le due versioni non collimavano. Così ha deciso di presentare un esposto ai carabinieri affinché indaghino sulla vicenda: questo elemento è stato riportato sulle nostre cronache di ieri.
Adesso la famiglia attende che la procedura innescata dal referto sul bambino al pronto soccorso e dall’esposto della preside faccia il suo corso e che le indagini vengano attuate. Ma al centro di tutto è il bambino colpito a soffrire sicuramente più di tutti. —
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