Il dolore
Il giudice scioglierà la riserva per l’albero crollato sull’auto
Opposizione all’archiviazione chiesta dalla procura da parte dei familiari della donna resa invalida per la pianta marcia che schiacciò la macchina
LUCCA. Il giudice dell’udienza preliminare Antonia Aracri nelle prossime ore scioglierà la riserva in relazione all’opposizione al decreto di archiviazione nei confronti dell’allora responsabile dell’Opera delle Mura, Maurizio Tani, assistito dagli avvocati Carlo Di Bugno e Andrea Rugani, per il gravissimo incidente occorso a Grazia Fluperi, oggi settantunenne, pensionata Arpat, residente a S. Donato.
La vita della donna cambiò radicalmente il 12 settembre 2017 quando un pioppo alto undici metri collocato ai margini di viale Luporini collassò proprio mentre alla guida della sua Citroen C3 stava effettuando una manovra per raggiungere la sua abitazione. Il tettino dell’auto venne schiacciato dalla pianta “ammarcita” e mai abbattuta dall’ente pubblico e oggi la pensionata è costretta a vivere per il resto dei suoi giorni tra il letto, la poltrona e la sedia a rotelle. Dopo il drammatico incidente infatti la donna in elicottero venne trasferita all’ospedale Cisanello di Pisa. Per 20 giorni lottò tra la vita e la morte con 6 fratture vertebrali (due cervicali, due dorsali e due lombari), versamento spinale, ecchimosi cerebrali con emorragie. Due interventi chirurgici alle vertebre e altrettanti alla scatola cranica le hanno salvato la vita. Ma l’hanno resa invalida al 100% e la riabilitazione è risultata inutile. Inizialmente vennero iscritti nel registro degli indagati il sindaco Tambellini, la dirigente Giannini e l’allora responsabile dell’Opera delle Mura, Maurizio Tani, che all’epoca dei fatti si occupava della manutenzione del verde pubblico. Il pubblico ministero chiese l’archiviazione dopo che emerse, dalle argomentazioni dei suoi legali, un’anomalia: il Comune di Lucca nel 1978 espropriò l’area dove si trovava il pioppo collassato, ma non provvide alla trascrizione del decreto di esproprio ai competenti uffici catastali tanto che, almeno sino al maggio 2019, la particella catastalmente era attribuita ai precedenti proprietari privati. E proprio questa difformità ha fatto sì che il pioppo, attraverso i vari trasferimenti (Comune, Sistema Ambiente che aveva incarica il verde pubblico sino al 2016 e Opera delle Mura che lo ha avuto dal 2017 in poi), non sia mai stato compreso nell’elenco dei beni oggetto d’intervento di manutenzione. Per questo il legale della donna, avvocato Vaira, ha rimesso la querela perseguendo la causa civile. —
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