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Lucca

il progetto 

Due comunità per disabili nel monastero di via Elisa

Federica Scintu
Due comunità per disabili nel monastero di via Elisa

L’immobile è di proprietà della Congregazione delle suore ministre degli infermi Dalla Fondazione Crl finanziamento di due milioni di euro per la ristrutturazione

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Federica Scintu

lucca. Una residenza per i disabili rimasti soli. Due comunità-alloggio del “Dopo di noi” – in grado di accogliere massimo 20 persone – che nasceranno nell’immobile di proprietà della Congregazione delle suore ministre degli infermi e nello specifico nella parte del Monastero della Santissima Trinità che si trova all’interno dell’isolato compreso tra via Elisa, via del Fosso, via del Calcio e via San Micheletto. Un intervento di adeguamento che avrà un costo complessivo di due milioni e mezzo di euro dei quali due milioni finanziati dalla Fondazione Cassa di Risparmio e i restanti 500mila dalla Congregazione. Un progetto presentato ieri in San Micheletto, poco dopo la firma dell’atto di costituzione di vincolo di destinazione che dà ufficialmente il via alla realizzazione delle due comunità-alloggio. L’atto è stato firmato dal presidente della Fondazione Crl Marcello Bertocchini e da suor Juliana (Beatriz Terezinha Fracasso), in qualità di legale rappresentante della Congregazione che ieri hanno illustrato il progetto insieme a suor Lauretta Gianesin, superiora generale dell’Ordine, a Lucia Corrieri Puliti, vicepresidente della Fondazione Crl, a Gabriele Marchetti, presidente di Anfass (Associazione nazionale Famiglie di persone con disabilità) e a Franco Mungai, responsabile tecnico della Fondazione.

il progetto

A realizzare il progetto è stato l’architetto Giovanni Saccani. In prima battuta saranno eseguiti degli interventi di manutenzione e restauro della parte esterna dell’edificio che riguarderanno tutto l’immobile. All’interno invece il progetto prevede la realizzazione di un nuovo blocco scale e ascensore per persone non autosufficienti che collegherà tutti i piani, da quello interrato al terzo. Le comunità protette saranno realizzate una al primo e l’altra al secondo piano: in entrambe ci sarà spazio per otto persone con a disposizione tre camere doppie e due singole oltre a due servizi igienici a piano. Saranno poi presenti un soggiorno e una mensa con dispensa oltre a un presidio per il personale con un bagno assistito e un servizio igienico autonomo. Al terzo piano invece potrà essere ospitato un terzo nucleo composto da quattro persone che verrà utilizzato in caso di emergenza: ci saranno due camere doppie, un bagno per disabili e un bagno assistito oltre al soggiorno, alla mensa e al presidio per il personale con un servizio autonomo. Le due comunità-alloggio saranno gestite da un’impresa sociale legata alla Fondazione Crl.

i tempi

L’immobile è “protetto” da un vincolo monumentale. Per questo è stata presentata alla Soprintendenza la richiesta di autorizzazione per i lavori. Richiesta che al momento riguarda gli interventi nella parte esterna. Poi sarà presentata la richiesta per la ristrutturazione degli interni. Dopo l’ok della Soprintendenza i lavori potranno materialmente cominciare. «Le ditte infatti – è stato precisato in conferenza stampa – sono già state individuate sono le stesse che stanno effettuando i lavori per la Congregazione».

Il vincolo

Il vincolo di destinazione è stato rilasciato a favore della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, che provvederà attraverso la Funzione “Tecnico e Gestione immobili” a sovraintendere e gestire l’esecuzione dei lavori di ristrutturazione dell’immobile. Successivamente, il vincolo – che ha una durata trentennale - potrà essere trasferito a favore di una società strumentale della Fondazione stessa, che provvederà alla gestione delle “Cap”, che si chiamerà “Casa del dopo di noi” e che potrà essere partecipata anche da altri soggetti, come ad esempio la Fondazione per la Coesione sociale, una “fondazione di scopo”, creata come “braccio operativo” dell’ente di San Micheletto nell’ambito di vecchie e nuove problematiche sociali. «L’atto sottoscritto stamattina (ndr, ieri mattina) – ha dichiarato il presidente Marcello Bertocchini – assume un’importanza particolare, poiché segna l’inizio di un percorso. Nel nostro territorio c’è carenza di queste strutture e ci auguriamo che sia l’inizio per poterne realizzare altre». La vicepresidente Corrieri Puliti ha poi sottolineato l’importanza di realizzare le due strutture in centro. «La localizzazione è un valore aggiunto – ha detto – in passato queste strutture si trovavano fuori dalle città perché i disabili e agli anziani non erano tanto belli da vedere». Il presidente di Anfass Lucca, Gabriele Marchetti ha invece ribadito l’importanza di questo tipo di strutture. A Lucca infatti, ci sono solo due residenze per disabili: una casa famiglia dell’Anfass con sette posti e la struttura di Maggiano con 15 posti. «Spero che questo possa essere un intervento pilota – ha detto Marchetti – i posti infatti sono ancora insufficienti rispetto alle necessità». —

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