Sicurezza
Botte e offese alla moglie di fronte ai figli
Quarantenne sarà processato a maggio per maltrattamenti e lesioni dopo che la consorte era finita al pronto soccorso
Luca Tronchetti
CAPANNORI. Una vita impossibile. Con il coniuge che torna a casa ubriaco e inizia a colpire e insultare la giovane moglie di fronte ai figli che piangono perché non capiscono cosa sta accadendo. Una storia di violenza consumata tra le mura domestiche e di cui erano a conoscenza pure i vicini di casa di una frazione del Capannorese che, in più di una circostanza, erano stati testimoni di urla, grida, imprecazioni e insulti provenienti da quella casa tanto da avvertire le forze dell’ordine.
Alla fine il quarantenne violento finisce sotto processo di fronte al collegio giudicante (l’udienza è stata fissata a maggio) dopo che il giudice dell’udienza preliminare Antonia Aracri ha disposto nei suoi confronti il rinvio a giudizio con l’accusa di maltrattamenti in famiglia di fronte a minorenni e lesioni personali. Non riveliamo il nome dell’uomo per non rendere riconoscibile la parte offesa.
L’episodio riguarda il periodo che va da novembre a dicembre 2019 anche se la vicenda inizia precedentemente con dissapori e liti all’interno del nucleo familiare.
Ma è nel periodo leggermente antecedente allo scoppio della pandemia che la situazione esplode e la coppia implode con lui che spinge, minaccia e picchia la moglie di poco più giovane.
Una convivenza che diventa impossibile quando lui torna a casa la sera visibilmente su di giri e comincia ad insultare la consorte. “Sei una buona a nulla”, “Ti rispedisco a casa da tuoi” ecc. Dalle parole ai fatti il passo è breve. E dopo le offese gratuite ecco gli spintoni, gli schiaffi, le botte e i pugni in testa.
In una circostanza lui rompe gli occhiali alla moglie mentre in un altro episodio, avvenuto a metà novembre, la giovane moglie subisce anche un trauma al rachide cervicale tanto da essere costretta a rivolgersi al pronto soccorso dell’ospedale San Luca dove i medici le riscontrano anche uno stato ansioso e la rimandano a casa con un certificato medico con prognosi di tre giorni.
Insostenibile proseguire in quel modo perché le minacce e le aggressioni fisiche proseguono.
Attraverso i referti medici e le denunce presentate alle forze dell’ordine gli atti vengono trasferiti alla procura della Repubblica e il pm Sara Polino apre un fascicolo sulla scorta dei tanti elementi in possesso e su altre sommarie informazioni prese dagli inquirenti all’interno del territorio in cui vive la coppia. —
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