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Lucca

La poesia come medicina il Covid diventa un libro

Nicola Nucci
La poesia come medicina il Covid diventa un libro

In versi l’esperienza avuta con il coronavirus dall’ex consigliere comunale Bini «La malattia mi ha spinto a scrivere nuove composizione contro le negatività»

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Nicola Nucci

CAPANNORI. «La poesia come medicina dell’anima contro la paura della pandemia»: Giacomo Bini può dirlo forte. Lui dal Covid è guarito, e dopo quasi un anno ha deciso di raccontare in versi quel periodo drammatico passato in isolamento domiciliare. È nata così una raccolta poetica intitolata “D’istanti e d’istinti”, poesie al tempo del Covid”.

«Convivere con la malattia è stata dura – racconta Bini – ma non si è portata via la felicità, e la questa esperienza personale con il Covid mi ha spinto a scrivere nuove composizioni, per offrire un momento di bellezza e aiutare a lenire i sentimenti negativi che stanno contagiando il nostro vivere e le relazioni con gli altri». Dipendente di un’azienda cartaria della Piana, ex consigliere comunale e amministratore di Ascit e della Società aeroporto, Bini si diletta da tempo a scrivere poesie: «In questi versi c’è dolore, ma ci sono anche luce e speranza. Il titolo è un gioco di parole. Si lavora sull’apostrofo: ora siamo distanti e distinti, ma dobbiamo ricercare gli istanti e gli istinti, quelli dell’animo, e il senso della vita».

Il ricavato della vendita del libro (con prefazione di Gianni Quilici e copertina dell’artista Bag), che può essere acquistato a offerta libera, sarà devoluto all’associazione culturale Ponte di Capannori, memoria storica del mondo rurale della Piana.

«In passato, per un’altra pubblicazione – racconta Bini – avevo destinato le offerte all’associazione l’Allegra Brigata. Stavolta, dopo aver scritto a diverse realtà, andranno a quest’associazione storica, che è alla ricerca di uno spazio per un museo dove conservare le migliaia di oggetti e pezzi sulla cultura contadina di quello che era il comune rurale più grande d’Italia. Spero che questo piccolo gesto possa salvare un pezzo della cultura capannorese del 1900».

Ideatore del premio nazionale di poesia Città di Capannori, Bini ha al suo attivo diversi libri di poesia e racconti, e «la mia prossima fatica sarà un libro di narrativa».

Ed ecco una delle poesie (“La mia Patria non piange”), contenute nel libro: «La mia Patria non piange, anche se di bare sono pieni i carri militari in coda nel mesto e lento viaggio verso i luoghi della cremazione. E se noi abbiamo umidi gli occhi mentre scorrono le immagini di eroi col bianco camice, delle piazze deserte, dello sventolio di bandiere nel più assoluto silenzio, la nostra Patria non piange. Dai balconi assolati si levano canti a coprire urli di sirena d’ambulanza e campane a lutto. Mentre negli ospedali di un’umanità dolente muore, vive, si prodiga, salva, perde, vince, la mia Patria non piange. Nelle ore, nei giorni, nei mesi a venire sapremo superare ogni atroce dolore. Quando anche l’ultimo pericolo sarà lontano rivelandoci la certezza di avere vinto il male, solo allora la mia Patria potrà piangere». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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