Il dolore
Condannati due pusher che usavano il bosco come mercato di droga
NOZZANo. Una duplice condanna con imputati fantasma e da tempo uccel di bosco. Nejib Talbi, 40 anni, tunisino e il parente e connazionale di 46 anni, Mohamed Talbi sono stati giudicati colpevoli del reato di detenzione e spaccio di eroina e di altre sostanze stupefacenti. Il collegio giudicante li ha condannati rispettivamente a nove anni e ventiseimila euro di multa e tre anni e seimila euro di multa. Pena detentiva e pena pecuniaria che non sconteranno probabilmente mai. Perché alla lettura del dispositivo non erano presenti. Da tempo sono uccel di bosco. E una volta scontata parte della carcerazione preventiva e ottenuta la graduale attenuazione della misura in attesa del processo e della sentenza hanno pensato bene di lasciare il nostro Paese. Dove non faranno più ritorno. E in aula non c’era nemmeno il terzo imputato – Ouissam Ouni – che comunque è stato assolto con formula piena.
La vicenda peraltro risale al luglio 2014 e molti degli imputati avevano usufruito di pene alternative durante udienze camerali mentre i pusher extracomunitari minorenni, utilizzati anche per lo spaccio, sono stati giudicati alcuni anni fa dal tribunale dei minori di Firenze.
In sostanza stando all’accusa – retta dal sostituto procuratore Salvatore Giannino – nella zona boschiva alle spalle del cimitero di Castiglioncello di Nozzano era stato creato un market immerso nel verde senza pagare tasse sugli immobili e sul commercio e in grado di rendere migliaia di euro senza correre grandi rischi. Una gang composta in prevalenza da tunisini nascondeva la sostanza stupefacente nel bosco. In prevalenza eroina, ma anche hashish e marijuana. Quando le auto con i clienti si avvicinavano alla zona, gli spacciatori entravano nella radura e da tronchi d’albero tagliati o da cavità ricavate in mezzo alla vegetazione prelevavano il quantitativo di droga pesandolo con un’apposita bilancina elettronica nascosta tra le frasche. Un anno di indagini dei carabinieri e una ventina di telecamere sistemati nei punti strategici del bosco portarono alla cattura degli spacciatori. –
Luca Tronchetti
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