Il Tirreno

Lucca

il caso 

Bimbo picchiato, presentato un doppio esposto

La preside ha informato l’ufficio scolastico provinciale, dove ieri è stato anche il padre del piccolo, e i carabinieri  

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LUCCA. «Io ho fatto quello che avevo detto che avrei fatto e adesso, come mi è stato consigliato di fare, non rilascio più dichiarazioni»: così, pur non entrando nel dettaglio, la dirigente scolastica Teresa Monacci conferma di aver presentato un esposto sul presunto atto di bullismo avvenuto in una delle scuole elementari da lei guidate.

Un doppio esposto per l’esattezza: uno alla dirigente dell’ufficio scolastico provinciale Donatella Buonriposi e l’altro ai carabinieri. Lo scopo dell’esposto, come aveva dichiarato il giorno prima Teresa Monacci, era quello di far chiarezza sulla vicenda che avrebbe avuto per protagonisti quattro bambini. Il più piccolo di loro, secondo la versione dei suoi genitori, sarebbe stato oggetto di atti di bullismo da parte degli altri tre: mentre due di loro lo tenevano fermo il terzo gli stringeva le mani attorno al collo. Il caso era stato segnalato dai genitori alla dirigente del comprensivo che, però, dalle maestre aveva ricevuto una testimonianza diversa, secondo la quale durante la ricreazione c’era stato uno screzio, con i tre bambini più grandi che – dicendo di essere stati provocati – prendevano a calci nelle gambe il bimbo più piccolo. Uno screzio che era stato subito fermato dalle insegnanti, con i bambini che si sarebbero subito calmati per poi tornare a giocare normalmente. Dove sta la verità? Proprio per dare una risposta a questa domanda la dirigente ha presentato l’esposto, in modo che le forze dell’ordine indaghino su cosa sia successo esattamente.

Intanto ieri mattina i genitori sono stati ascoltati in provveditorato. Anche in questo caso i genitori preferiscono attendere gli sviluppi prima di rilasciare dichiarazioni specifiche. Il padre del bambino – da parte sua – spiega di non voler cercare lo scontro, ma molto più semplicemente di volersi confrontare per affrontare il problema del bullismo: «Sono abbastanza adulto da aver capito da tempo che a fare la guerra non si risolve nulla. Non chiedo certo di licenziare qualcuno, capisco che non è compito facile guardare così tanti bambini. Quello che chiedo è che ci si renda conto che c’è un problema e che si decida di affrontarlo tutti assieme».

Dal canto suo, il provveditore agli studi di Lucca, Donatella Buonriposi, torna a fare un appello alle famiglie affinché, in questi casi, si rivolgano agli organi competenti. «Il rischio è che altrimenti si provochino dei danni ai bambini – spiega – Non si tratta di voler insabbiare gli eventi perché siamo i primi che vogliamo che vengano denunciati ma si devono seguire le procedure corrette. C’è un protocollo sul bullismo che le scuole hanno sottoscritto e prima di tutto ci si deve rivolgere alle istituzioni. Poi noi trasmettiamo tutto agli organi competenti, non potremmo non farlo». Anche perché ora, secondo Buonriposi, diventa ancora più difficile chiarire cosa sia successo.

«Potrebbe anche essere stato un gioco di emulazione – dice – oppure il bimbo è stato davvero bloccato e aggredito da altri bambini e quindi si tratta di bullismo. Anche perché sul caso specifico c’è un referto medico che certifica dei segni sul collo del bimbo ed è chiaro che questo aspetto dovrà essere approfondito». —

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