Gioco
Il vescovo invita i volontari a ricordare Leo nella Messa
LUCCA. La tragedia di Nave è destinata ad aprire una questione importante, che riguarda non solo la parrocchia della frazione, non solo la diocesi lucchese, ma, più in generale, tutto il mondo religioso. Ed è quello delle persone, che per il legame con la propria comunità e con la propria fede, prestano la loro opera per la parrocchia facendo dei lavoretti. Solo che quei lavoretti possono rivelarsi pericolosi, e il dramma di Leo Martinelli è lì a dimostrarlo, con tutto quel che ne consegue anche sotto il profilo giudiziario.
Un tema che il vescovo di Lucca, monsignor Paolo Giulietti, assicura – attraverso l’addetto stampa della diocesi, di voler affrontare prossimamente, anche se in questo momento il pensiero è tutto per la vittima dell’incidente. Adesso il dolore è troppo forte, viene spiegato in Curia, per potersi concentrare su altre questioni, per quanto importanti e degne di attenzione.
«Ho appreso con estremo dolore la notizia dell’incidente mortale occorso al signor Leo Martinelli nell’oratorio di Nave – è il pensiero del vescovo affidato a una nota – Manifesto il mio cordoglio ai familiari, colpiti dalla perdita improvvisa di una persona cara e generosa. Sono vicino anche alla comunità parrocchiale, per la quale il signor Martinelli si prestava a numerosi servizi, e al caro don Claudio Ticcioni. In attesa che si chiarisca la dinamica dei fatti, invito tutti alla preghiera, perché non prevalgano disperazione e sfiducia: Leo è morto portando nel cuore il desiderio di operare il bene, di servire i fratelli, soprattutto i piccoli dell’oratorio; lo crediamo nell’abbraccio del Padre. Invito le centinaia di animatori e volontari dei nostri oratori a ricordarlo domani (oggi per chi legge, ndr) nella Messa. A tutti ripeto l’esortazione di San Paolo: non lasciamoci scoraggiare nel fare il bene». –
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