Il Tirreno

Lucca

L’INCHIESTA 

Grave dopo un’operazione Due medici finiscono nei guai

Luca Tronchetti

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LUCCA. Due medici, tra cui almeno un ortopedico, sono iscritti nel registro degli indagati con l’accusa in concorso di lesioni personali determinate da colpa medica lieve o da imperizia intervenuta nella fase della scelta delle linee guida. E ieri mattina il sostituto procuratore Paola Rizzo ha nominato un consulente tecnico – il medico legale Beatrice Defraia dell’ospedale di Careggi – a cui affiderà la cartella clinica della donna ultracinquantenne della Piana assistita dall’avvocato Ilaria Vettori e parte offesa nella vicenda dai contorni ancora tutti da chiarire.

L’episodio contestato risale al 21 ottobre del 2019. Una cinquantenne accusa problemi ad un ginocchio e dopo essersi fatti visitare da un ortopedico emerge un problema al menisco sinistro. Serve un intervento chirurgico. Un’operazione banale e ormai talmente semplice che viene eseguita in day hospital. La paziente viene trasferita alla casa di cura S. Zita in via del Panificio, vicino a palazzo Pfanner e con vista Mura. Un ambiente accogliente e confortevole dove la donna avrebbe dovuto trascorrere ventiquattr’ore.

L’intervento riesce perfettamente, ma subito dopo le dimissioni e tornata a casa la donna inizia ad accusare malesseri con febbre altissima, vomito, nausea, eruzioni cutanee alle gambe che salgono sino alle braccia, a tal punto che i familiari sono costretti a chiamare il 118 e far intervenire un’ambulanza per il trasferimento dalla sua casa nella Piana all’ospedale San Luca.

E lì inizia una vera e propria odissea per la donna che rimane ricoverata dal 27 ottobre al 6 novembre 2019. All’inizio i medici non riescono ad incidere sullo stato febbrile e sulle condizioni generali tanto che la cinquantenne inizia a perdere i capelli sino a diventare calva con la pelle che inizia a seccarsi e a squamarsi. Poi, fortunatamente, la situazione migliora. La febbre scende e la donna può rientrare a casa. Stando ai medici del San Luca che la dimettono la paziente è stata vittima di un evento epatico: una sepsi del tutto simile ad un’infezione causata dalla disfunzione di un organo.

Per i sanitari una spiegazione a questo grave evento infettivo è da ricercare nella situazione legata magari ad un sovradosaggio di farmaci post operatorio al ginocchio sinistro.

Appena le sue condizioni migliorano leggermente la donna viene sottoposta ad un controllo medico il cui esito è tutt’altro che benevolo. La malattia portatasi dietro in seguito all’intervento le ha provocato un’invalidità pari al 4-6%.

La decisione di presentare un esposto-denuncia in procura arriva con un po’ di ritardo, anche a causa del Covid, e adesso di attende il responso del consulente del pm. Per quanto riguarda l’ipotesi di reato, la nuova fattispecie è stata introdotta nel 2017, sia in relazione alle condotte connotate da colpa lieve da negligenza o imprudenza, sia in caso di errore determinato da colpa lieve da imperizia intervenuto nella fase della scelta delle linee-guida adeguate al caso concreto. Infatti, cancellando la distinzione fra colpa lieve e grave in ipotesi di rispetto delle linee guida, spazza via dall’ordinamento quel già esiguo spazio di non punibilità creato dalla legge Balduzzi applicabile ai fatti pregressi. —

Luca Tronchetti

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