Sicurezza
«Targa in Canto d’Arco dove si incontrarono Dante e Gentucca»
Rossella Lucchesi
lucca. Una targa commemorativa in Canto d’Arco per ricordare il soggiorno a Lucca di Dante Alighieri, nel 700º anniversario della morte avvenuta nel settembre 1321. È la richiesta che l’Accademia lucchese Teresa Bandettini ha presentato al sindaco Alessandro Tambellini, con l’auspicio di un riscontro affermativo che permetterebbe a Lucca di essere inserita nell’itinerario dantesco che comprende molti luoghi dell’Italia testimoni del passaggio del Sommo Poeta. Un atto dovuto, secondo i membri dell’accademia, capitanata dal poeta e cantastorie Mauro Chechi, grande conoscitore del capolavoro dantesco, a cui ha dedicato studi e iniziative. L’artista maremmano, che vive a Lucca da anni e dove spesso si è esibito con spettacoli di successo, sarà uno dei protagonisti delle celebrazioni per Dante Alighieri, previste nel 2021 nei luoghi che ne testimoniano la presenza e le gesta. Anche a Lucca sono previste numerose iniziative dedicate al poeta fiorentino. Una di queste potrebbe tenersi in Canto d’Arco, dove sembra sia avvenuto il primo incontro tra Dante, esule da Firenze, e Gentucca. Tutti, a Lucca, conoscono questo angolo del centro storico, ma pochi sanno che lì, all’incrocio tra via Fillungo, via Cenami, via Roma e via Santa Croce, crocevia di quelli che in epoca romana furono il Cardo e il Decumano, il poeta fiorentino incontrò per la prima volta donna Gentucca che gli diede ospitalità per un periodo. Non si conosce la data esatta dell’incontro, ma lo storico Alessandro Barbero, nel libro “Dante”, pubblicato di recente da Laterza edizioni, lo colloca tra il 1306 e il 1309, date corrispondenti all’esilio da Firenze del Sommo Poeta. Questi, nel XXIV canto del Purgatorio racconterà l’incontro con il poeta lucchese Bonagiunta Urbiciani che gli parla di una fanciulla lucchese “che in futuro gli piacerà”. Ma c’è un altro indizio che attesterebbe la presenza a Lucca nel 1308 del “ghibellin fuggiasco” quando avrebbe fatto da testimone a una contrattazione commerciale del figlio Giovanni, vicino al Foro di San Michele, quindi a pochi passi da Canto d’Arco. «Motivi più che validi per collocare una lapide in memoria dell’autore della Divina Commedia, in uno dei luoghi strategici di Lucca, dove ogni giorno passano centinaia di persone e dove, speriamo presto, si soffermeranno i turisti provenienti da ogni parte del mondo che sceglieranno di visitare la città», concludono dall’Accademia Bandettini. —
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