Attenzione
Ladri, vandali e ubriachi la città deserta fa paura
I commercianti del centro storico lamentano un senso di insicurezza crescente Colpa del Covid e della chiusura delle attività. «La sera servono più controlli»
Gianni Parrini
LUCCA. Ladri, vandali e ubriachi molesti. Dopo una certa ora il centro di Lucca si riempie di un’umanità varia e poco raccomandabile. Intendiamoci: non siamo una delle capitali del crimine, omicidi e scippi per fortuna non sono all’ordine del giorno. Ma negli ultimi tempi gli episodi di microcriminalità sono in aumento e contribuiscono a far crescere l’insicurezza delle persone e in particolare dei commercianti, spesso presi di mira.
Il copione ormai è chiaro: cala il sole, si abbassano le saracinesche, i ristoranti chiudono e le poche persone che abitano nell’arborato cerchio si rintanano in casa per sfuggire al Covid e al freddo. La città si svuota e diventa una terra di nessuno, in cui gli unici incontri che si possono fare sono poco piacevoli. Dopo la raffica di furti (alcuni realizzati, altri tentati) avvenuti nelle ultime settimane in esercizi di piazza San Michele e dintorni (Tista, Ortofrutta, Peschino, De Simoni, Lebowski) su cui indaga la polizia (al momento senza risultati evidenti), ieri si è aggiunto un altro nome all’elenco. È quello del “Ristorante all’olivo”. «Attorno alle quattro di notte hanno tentato di forzare l’ingresso e questo è il risultato – racconta il titolare Corrado Petretti, impegnato con la ditta degli infissi per la riparazione del danno – Dovrò cambiare la porta: 1.800 euro. Non sono riusciti ma è già la seconda volta che ci provano. Se n’è accorta la vigilanza privata alle quattro di notte: l’addetto stava facendo il giro quando ha visto la porta forzata. Mi ha chiamato ma a quel punto c’era poco da fare. Cosa serve? Una telecamera non guasterebbe anche perché in piazzetta San Carlo ci sono giri strani: giovani che bevono e si ubriacano». Qualche settimana fa è scoppiato anche un incendio, provocato da due senzatetto che erano entrati all’ex Fellini.
Una zona da controllare è anche quella di Porta San Pietro, vicino alla stazione: «Ci sono movimenti sospetti da tempo – spiega Piero Pacini, titolare de “I gelati di Piero” in via Roma –. Spaccio e giri poco raccomandabili ma ormai si interviene solo quando accade qualcosa di grave. E dire che siamo a due passi dalla questura e dal comando dei vigili, ma sembra che nessuno veda niente. Le telecamere ci sono ma bisognerebbe capire se sono tutte funzionanti. Io ho qualche dubbio».
Piazza San Michele è l’epicentro di questa ondata di microcriminalità che partorisce furti e vandalismi e mette apprensione a chi lavora in zona: «Mi è capitato di rimanere da sola in negozio sino all’orario di chiusura e di avere all’esterno un senzatetto che gridava e dava di matto – racconta Monica Leonardo, dipendente alla Farmacia centrale di piazza San Michele – Non me la sono sentita di uscire e così ho chiamato la titolare. Era lo stesso uomo che qualche giorno fa ha lanciato due sedie contro un locale in pieno giorno». Motivo? Pare che qualcuno gli avesse portato via i cartoni che usava per coricarsi sotto il loggiato di palazzo Pretorio. È stato fermato ma il danneggiamento non prevede l’arresto e nessun medico ha ritenuto necessario proporre un trattamento sanitario. Pertanto l’irrequieto giovane di nazionalità marocchina è ancora a piede libero sebbene non si veda in piazza da qualche giorno. È richiedente asilo: a breve l’iter dovrebbe concludersi ma anche se non gli venisse accordata la protezione non lo si potrebbe espellere perché non c’è l’accordo con il Marocco per i rimpatri. «Così – prosegue la farmacista assieme alla collega Edel Centomani – si produce un senso di impotenza e frustrazione. Il cittadino segnala, le forze dell’ordine intervengono, ma se dopo due ore la stessa persona è di nuovo sul posto qualcosa non funziona».
Eppure questi tempi sfortunati offrono un’opportunità unica: vedere una Lucca semi-deserta. «E questo è il risultato – Samuele Cosentino, del ristorante “Gli orti di via Elisa” –. Dovremmo tenerlo a mente quando si tornerà a parlare dei problemi della Movida. La città vuota piace? A me personalmente no». Rispetto alla serie di furti che hanno colpito alcune attività, Cosentino se la cava con una battuta: «Chi va a rubare in un ristorante di questi tempi – dice – di certo è fuori dal mondo. Significa che c’è qualcuno più disperato di noi». Anche il suo ristorante è stato preso di mira: l’altra sera ha dovuto raccogliere i cocci di un vaso in terracotta buttato a terra da qualche ragazzetto che studia da vandalo. La scena è stata ripresa dalle telecamere (vedi foto in alto). «L’altra notte siamo stati contattati dai signori che abitano di fronte al nostro negozio – dice Giulia Presentini, titolare della Casa della Penna – c’erano dei ragazzi che stavano tirando calci alla saracinesca. Non si è capito se fossero ubriachi o stessero facendo una gara a chi tira il calcio più alto. Per fortuna non ci sono stati grossi danni ma qualche controllo in più non sarebbe male dopo una certa ora». —
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