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Lucca

«Il mio desiderio? Che Lucca diventi inclusiva e sostenibile»

Rita Mandoli
«Il mio desiderio? Che Lucca diventi inclusiva e sostenibile»

Annarita Rondinella, direttrice del Club Unesco di Lucca  

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lucca. Nel settembre 2020 dopo l’ingresso di Lucca nelle Learning Cities Unesco, Annateresa Rondinella ne è stata nominata referente. La dottoressa Rondinella si avvicinò, racconta, per la prima volta al club Unesco di Pisa. «Fui affascinata dal fatto che l’Unesco attraverso le convenzioni poneva soluzioni ai bisogni dell’umanità, bisogni sempre nuovi che sono nati e si sono modificati, per esempio la Convenzione per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato del 1954, quella contro il doping nello sport del 2005: ogni azione dell’Unesco nasceva per risolvere problemi di rilievo. Ho fatto mio il preambolo dell’atto costitutivo dell’Unesco: “Poiché le guerre nascono nell’animo degli uomini, è nell’animo degli uomini che devono essere costruite le difese della pace”. Un appello attuale. Da vent’anni ho messo al servizio dell’organizzazione tutte le mie energie sia nel volontariato che nel lavoro».

Nell’Unesco la dottoressa Rondinella ha ricoperto vari ruoli. «Avevo 26 anni e frequentavo l’Ecole des Hautes Etudes quando ebbi il mio primo incarico all’Unesco a Parigi come stagista, nel programma Memory of the World. Mi sono occupata di siti medievali, patrimonio Mondiale dell’Umanità all’Unesco World Heritage Centre. Tornata in Italia, fui nominata segretario generale della federazione italiana di centri e club per l’Unesco, ottenendo il massimo delle preferenze, per due mandati consecutivi e Course Manager dell’istituto di formazione e ricerca. Nel 2011 sono stata fondatrice del Club Unesco di Lucca, di cui sono direttrice generale. Oggi sono coordinatrice nazionale per le 32 cattedre universitarie Unesco Italiane del piano “Dialoghi delle Cattedre Unesco: laboratorio di idee per il mondo che verrà».

È molto frenetica la vita dell’esponente Unesco. «Mi divido tra Parigi, città da cui proviene un ramo della mia famiglia, e Lucca, dove ho vissuto e svolgo il mio ruolo di direttrice del club Unesco, ma anche a Ripacandida e Venosa (Potenza), dove sono nata e cresciuta e dove vivono i miei familiari. Ho forgiato il carattere grazie a tante esperienze internazionali: la mia prima missione, appena trentenne in Vietnam e poi in Cina, India, Emirati Arabi, Messico, vivendo il motto dell’Unesco , e cioè che la diversità è ricchezza e patrimonio per l’intera umanità».

I progetti per il futuro? «Ritengo che sia più che mai necessario un “Nuovo Rinascimento” mondiale che passi attraverso la cultura, la ricerca e l’educazione», risponde. Un desiderio per Lucca: «Che entri nella coalizione internazionale delle città inclusive e sostenibili». —

Rita Mandoli

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