Sicurezza
«Ogni volta che piove non dormiamo al pensiero di cosa potrà succedere»
Le parole del primo cittadino di Molazzana Andrea Talani descrivono le paure di un territorio bisognoso di cure
. Qualcosa più di un campanello d’allarme. Prima l’emergenza neve, poi le frane sul Brennero. La Valle del Serchio si conferma territorio fragile dove il dissesto idrogeologico è all’ordine del giorno e i sindaci lanciano un grido di aiuto. Le bellezze paesaggistiche, il valore dei borghi montani, il ritmo di una vita che ancora scorre più lentamente rispetto alle frenesie della città sono il punto di forza, sepcie in tempo di Covid, contro il rischio di uno spopolamento che ormai è però in atto da più di un decennio. L’occasione per far sentire la propria voce è arrivata nell’incontro di lunedì con il presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo.
«Ci sono grandi potenzialità, ma serve un progetto di Valle», dice Andrea Tagliasacchi che, nelle vesti di presidente dell’Unione Comuni Garfagnana, fa da connettore con tutti i sindaci della Garfagnana e anche con quelli della Media Valle.
«Ogni volta che piove non dormiamo sereni – dice Andrea Talani, sindaco di Molazzana – siamo in sofferenza da troppo tempo. Va bene puntare sul turismo, ma dobbiamo sostenere il territorio. Il nostro comune ha già il bilancio 2021 bloccato perché, oltre ai problemi della neve, c’è stata la chiusura della strada principale nel capoluogo. Così non possiamo investire. Ci sono realtà economiche che fanno sforzi pazzeschi per rimanere come presidi nei nostri piccoli paesi e ci sarebbero anche tante persone pronte a tornare per lavorare da qui in smart working. Ma non abbiamo gli strumenti. Sulla forestazione sappiamo tutti che i nostri boschi non sono più curati, che è difficile persino rintracciare i proprietari e i nubifragi che avvengono periodicamente fanno paura».
A puntare il dito su una viabilità insoddisfacente è Giovanni Battista Santini, presidente del consiglio comunale di Castiglione: «Arrivare a Lucca è un’impresa. Adesso, se ci sarà il via libera agli impianti sciistici, non voglio pensare ai problemi che ci saranno con le frane sul Brennero. La qualità dell’asfalto è insufficiente, i guardrail danno un’idea dell’abbandono del territorio. È necessario un intervento serio e rapido». I numeri che ricorda Francesco Pioli, sindaco di Villa Collemandina, sono impietosi: «Negli anni Ottanta avevamo squadre forestali con 140 dipendenti, oggi sono 22. Abbiamo una graduatoria per le assunzioni in Unione, credo sia necessario che la Regione ci supporti su questo con un finanziamento annuo per poter avere più uomini a disposizione».
Il sindaco di Vagli Giovanni Lodovici punta il dito contro il Parco Apuane, interrogandosi sul suo ruolo per la manutenzione del territorio, mentre a fare da contraltare Raffaella Mariani, sindaca di San Romano, elogia il Parco Appennino e attacca Telecom: «Ci sono occasioni di sviluppo anche se siamo in pochi comuni ad aderire. Enel è responsabile, ma almeno è presente, mentre lo scandalo riguarda Telecom e gli altri gestori di telefonia mobile. Non si sono fatti vivi e anche come amministrazioni parliamo con i call center. C’è un’attività commerciale del mio territorio che è senza telefono dal 7 gennaio e a nulla sono servite le nostre telefonate, manca il rapporto umano. Si parla di fibra e 5G, ma da noi manca ancora la basilare copertura telefonica».
Nell’agenda dei prossimi giorni, Tagliasacchi elenca le priorità: «Ottenere le risorse dallo Stato per le somme urgenze, investire sulla Protezione Civile, avviare il tavolo con la Regione chiedendo che ci siano anche Anas, Enel e le compagnie telefoniche, investire sulla cura del territorio e prepararsi al post Covid che può favorire zone come le nostre». —
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