Il Tirreno

Lucca

attività storiche 

Il bar Moka si è rifatto bello con i colori del territorio

Rossella Lucchesi
Il bar Moka si è rifatto bello con i colori del territorio

3 MINUTI DI LETTURA





Rossella Lucchesi

lucca. L’emergenza sanitaria non ha fermato i progetti dei “ragazzi” del bar Moka che ieri hanno realizzato il sogno che coltivavano da tempo. Alle 7.30 di lunedì 8 febbraio hanno alzato la saracinesca sul locale che gestiscono da anni in via Fillungo, in una veste completamente rinnovata, dopo un restyling studiato nei minimi particolari. Due intense settimane di lavori sono servite per completare il restauro del locale, eseguito dalla ditta Carmafrigo di Stefano Carmassi, su progetto dell’architetto Antonio Paterni e il supporto dell’ingegnere Sara Carmassi. Una squadra di muratori, elettricisti, idraulici e arredatori che hanno lavorato ogni giorno, facendo le ore piccole con il personale del bar che ha fatto da manovale tuttofare, per rispettare i tempi di riapertura e poter tornare a servire la clientela. «Ci abbiamo messo il cuore, scommettendo sul futuro e sul ritorno alla normalità che, speriamo, avverrà presto», affermano i titolari del locale, Simone Biondi, Andrea Baliotti e Andrea Canini che conducono l’attività con Stefano “Lello” Longo e Lorenzo Savi.

Noti per simpatia, professionalità, cortesia e il tipico garbo lucchese, i ragazzi del Moka sono anche rispettosi verso natura e ’ambiente. Per gli arredi del nuovo locale, tutto costruito artigianalmente, hanno scelto materiali del territorio. Il banco - lineare e con un’ampia vetrina per dolci e salati - è realizzato in legno di olivo e rovere e con il piano in pietra di Cardoso e rifiniture in ferro. Elementi che si ritrovano nei ripiani del retrobanco e nell’espositore di bottiglie di vini pregiati che spicca sull’unica parete azzurra in fondo alla stanza. In legno di olivo anche i tavoli appoggiati su base di ferro abbinati alle panche in rovere, alcune inserite nelle tre nicchie recuperate lungo la parete che un tempo ospitavano altrettante vetrine. Il soffitto è stato riportato alle origini, con longarine e travi in legno su cui si alternano tre grandi lampadari di design e luci, distribuite anche nei punti strategici del locale. Sul fondo sono stati creati due salottini che permetteranno agli avventori di chiacchierare con più intimità. Rinnovata anche la cucina sul retro, per la preparazione dei cibi, mentre il bagno è nascosto alla vista da una parete in cartongesso. Una scelta dettata dal rispetto della storia del locale. I documenti originali si sono persi negli archivi, ma la sua fondazione sembra risalire ai primi dell’Ottocento come rivendita di vini. Si sa che agli inizi del secolo scorso qui esisteva un’attività di somministrazione di bevande.

Negli anni, hanno varcato la soglia del Moka personaggi del cinema come Gina Lollobrigida all’epoca de “La provinciale”, film girato a Lucca, e il poeta Giuseppe Ungaretti. «Abbiamo scelto la tradizione – commentano i titolari – seguendo i consigli di Carmassi che ha suggerito arredi più “caldi” e un ambiente più accogliente. Speriamo di avere accontentato anche la nostra clientela che continueremo a servire con la stessa cura di sempre. Al banco e ai tavoli, dove ci si potrà sedere liberamente». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa