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Ricette per ripartire ora a Montecarlo si punta sulla qualità dei prodotti locali

Ricette per ripartire ora a Montecarlo si punta sulla qualità dei prodotti locali

Il titolare della Fattoria il Poggio: «Prezzi politici ed eventi  non per guadagnare, ma per mantenere viva la passione» 

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MONTECARLO. Cosa fare per ripartire? È questa la domanda delle domande che si fanno tutti gli operatori della Toscana, che di turismo viveva prima della pandemia e che ora di non turismo rischia di morire.

Uno dei settori in grande sofferenza è quello della ristorazione, ma anche i tanti agriturismi, le aziende vitivinicole e olearie, anche a livello familiare, hanno quasi azzerato i fatturati e si ritrovano comunque a dover far fronte alle spese di gestione e di coltivazione con le botti, le cantine e i magazzini pieni di prodotto invenduto.

In Lucchesia molte delle attività di agriturismo e di ristorazione si concentrano sulle meravigliose colline di Montecarlo e anche in queste zone, ovviamente, la situazione è difficile e l’attività è appena ricominciata con l’ingresso della regione nella zona gialla.

Ma da queste parti hanno anche deciso di reagire puntando tutto sulle idee, su iniziative forti legate al territorio e alla qualità dei prodotti alimentari, che hanno sempre un grande interesse a livello mondiale e nazionale. Alcuni hanno riaperto, anche se l’attività è ridotta, cercando di rilanciare e diversificare. Un esempio arriva dalla Fattoria il Poggio, proprio nel cuore delle colline di Montecarlo, un tempo meta del turismo internazionale, spesso presa d’assalto dai pullman dei turisti di tutti i continenti, ma anche dagli italiani nei fine settimana.

«Ora organizzo incontri culinari a tema, promuovo degustazione dei vini delle nostre colline, ma anche con l’olio», spiega il titolare dell’azienda Giancarlo Rossi. «In attesa del ritorno degli stranieri e della normalità, cerchiamo di riaccendere l’interesse per i prodotti e il marchio coinvolgendo gli appassionati locali, del territorio e dell’intera regione, con eventi particolari. Non vogliamo guadagnare, ma semplicemente rilanciare adottando prezzi assolutamente politici pur di mantenere l’apprezzamento dei nostri prodotti e dire a tutti che ci siamo».

In attesa che le cose tornino alla normalità. Prepararsi al dopo Covid e non farsi abbattere da una situazione disperata è quasi una parola d’ordine. «I nostri vini sono di livello assoluto, i prodotti alimentari tipici sono conosciuti in tutto il mondo, dobbiamo ripartire dall’eccellenza e dalla qualità, questa è la ricetta. La crisi sarà selettiva e in Lucchesia siamo pieni di numeri uno in tutti i settori, puntiamo su di loro e queste iniziative siano le benvenute», è la ricetta di Lelio Alessandri vice presidente del Consorzio dei vini delle colline Lucchesi.

«In attesa, naturalmente, di piani di rilancio più strutturati e di quei sostegni economici che purtroppo stentano ad arrivare. Confidiamo molto nel nuovo governo», chiude Fabrizio Giovannini, da sempre legato e promotore delle iniziative del territorio. —

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