Il Tirreno

Lucca

il processo 

Condannato per molestie alla moglie del vicino

Luca Tronchetti

Trentacinquenne cercò di approfittare della giovane donna mentre il marito e la suocera erano al piano superiore

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Luca Tronchetti

CASTELNUOVO. Un insospettabile vicino di casa che pian piano aveva fatto amicizia con una coppia che risiede nel territorio di Castelnuovo tanto da frequentare con una certa frequenza l’abitazione dei coniugi. Ma quell’amico di famiglia – trentacinque anni – nel giugno 2018 si rivela una persona diversa da quella che era apparsa sino a quel momento. Cerca di approfittare della donna originaria della Garfagnana e sua coetanea. Lei, la mattina successiva al fatto, va a denunciarlo alla stazione dei carabinieri per violenza sessuale. E ieri mattina di fronte al collegio (presidente Nidia Genovese, a latere Alessandro Dal Torrione e Felicia Barbieri) il trentacinquenne amico di famiglia viene condannato a un anno e otto mesi di reclusione per l’ipotesi più lieve del reato di violenza sessuale. La fattispecie meno grave che, prima dell’entrata in vigore della nuova norma, era indicata come atti di libidine. Tra l’altro all’imputato (di cui non riveliamo il nome per non rendere riconoscibile la parte offesa) non sono stati concessi i benefici di legge e quindi la sospensione condizionale della pena. Il motivo? Era stato condannato in un periodo antecedente ai cinque anni alla pena di 6 mesi di reclusione per il reato di resistenza a pubblico ufficiale. Quindi, se la sentenza non verrà appellata, l’imputato rischia l’affidamento in prova ai servizi sociali.

I fatti. L’episodio contestato avviene in una calda serata di giugno del 2018. L’imputato, che non è originario della zona, viene ospitato dalla coppia. E, stando all’accusa, approfitta della momentanea assenza del marito della vicina di casa – chiamato dalla suocera al piano superiore dell’abitazione – per fare delle avance alla giovane donna anche lei sui trentacinque anni. Le si avvicina e cerca l’approccio palpandola e toccandola nelle parti intime. La reazione della padrona di casa è immediata. C’è una breve colluttazione. Vola qualche schiaffo e qualche calcio.

Ma appena il marito della donna torna nella stanza, il vicino si ricompone e trova una scusa per salutare e andarsene. La donna è tormentata. Ha i segni sulle braccia della violenta lite con il vicino. Passa la notte nel dubbio se denunciare o meno l’accaduto. Poi, il mattino seguente, trova la forza di andare assieme ad una conoscente alla stazione dei carabinieri per denunciare la violenza subita. Partono le indagini, affidate al sostituto procuratore Sara Polino, e dopo l’incriminazione si arriva alla sentenza di condanna. —

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