Il Tirreno

Lucca

intervento dei vigili del fuoco 

Verifiche sul ponte di Calavorno, traffico in tilt

Luigi Spinosi Chiara Lammari
Verifiche sul ponte di Calavorno, traffico in tilt

Nel tardo pomeriggio la segnalazione di una passante fa scattare l’allarme e per un’ora la struttura resta chiusa  

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Momenti di caos e anche di paura nel tardo pomeriggio di ieri quando, all’improvviso, sono arrivati i vigili del fuoco e i carabinieri che hanno chiuso l’accesso al ponte di Calavorno. Sembravano insomma concretizzarsi i timori di tanti sulla tenuta di quella struttura, timori aumentati da quando il ponte diventata una sorta di strada obbligata per il traffico che abitualmente si muove sulla statale del Brennero. La statale ora è chiusa, e scendere o salire lungo la sponda sinistra del Serchio è adesso impossibile. Ecco dunque che occorre attraversare il fiume, e quel ponte costituisce quasi l’unica, e di sicuro per molti la più breve, strada per farlo.

Solo che ieri, attorno alle 19, anche quell’opzione pareva saltata. In realtà non si trattava di una chiusura definitiva. O, almeno, non era ancora stato deciso. Tutto dipendeva proprio da quell’operazione: si trattava infatti di un controllo statico per valutare la capacità di tenuta della struttura alle sollecitazioni, specie da quando queste erano aumentate col crescere del traffico.

Un controllo richiesto da tempo, ma scattato ieri sera dopo l’allarme lanciato da una passante. Una donna che aveva notato uno strano movimento del ponte e che aveva chiamato i carabinieri per segnalarlo. I militari a loro volta hanno avvertito i vigili del fuoco e la prefettura, ed è scattato il blitz sul ponte. Del resto la memoria di quanto accaduto nemmeno troppo lontano da noi, con la tragedia del ponte Morandi di Genova, è ancora molto viva per sottovalutare ogni tipo di allarme. Fortunatamente però il test dei vigili del fuoco ha avuto esito positivo, e la chiusura non è stata definitiva. Dopo circa un’ora, infatti, il ponte è stato riaperto.

Però, quelli che hanno preceduto la riapertura della strada, sono stati inevitabilmente momenti di gran caos, anche perché la chiusura è avvenuta in quella che è un’ora di punta per il traffico, soprattutto per il ritorno a casa di chi lavora a valle.

Code, rallentamenti, proteste. In particolare è decisamente arrabbiato il neo presidente dell’Unione dei Comuni Marco Remaschi, che del resto è anche il sindaco di Coreglia Antelminelli su cui insiste proprio il ponte della discordia. A farlo infuriare non è stata la momentanea chiusura in sé («Se c’è anche un minimo rischio è giusto chiudere») ma per come è stata gestita la cosa: «Sono arrivati a chiudere il ponte e nessuno si è preoccupato nemmeno di avvertire il sindaco del Comune su cui si trova. La cosa assurda è che sono giorni che chiedo di fare verifiche su quel ponte e non succede nulla. Poi basta che un passante veda qualcosa che non gli torna, ed ecco che intervengono». E non è solo una questione di rispetto istituzionale: «Col ponte chiuso cosa è successo? Che il traffico abbia cercato strade alternative, senza nessuno a regolarlo, e mi sono ritrovato con il caos a Piano di Coreglia». —



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