Attenzione
«Stop al progetto di Coima» L’appello dei coordinamenti
lucca. Una lettera aperta, ma anche un appello ai soci della Fondazione Crl e ai componenti gli organi statutari a tornare indietro dal progetto di Coima per l’ex Manifattura sud: «Siete in tempo a fermarvi». Arriva da un gruppo di comitati e associazioni schierate contro il piano: Italia Nostra, Legambiente, Rete dei comitati per il territorio, coordinamento Salviamo la Manifattura, comitato Uniti per la Manifattura, Vivere il centro storico.
«Abbiamo appreso con dispiacere che l’assemblea della Fondazione, il cda e l’organo di indirizzo avrebbero dato il loro consenso a proseguire nell’acquisizione della porzione sud dell’ex Manifattura Tabacchi – spiegano i firmatari –. La Fondazione Crl si è sempre dimostrata attenta a bisogni e istanze del territorio, ci sembra irriconoscibile, ostinata nel perseguire un’operazione che gran parte della città non desidera o non comprende».
«Se – proseguono – lodevole è la volontà di riqualificare quella porzione di città, molti sono e possono ancora essere gli strumenti economico finanziari che la Fondazione può proporre, ma nel rispetto del monumento. Apprendiamo che, invece di quegli strumenti, la Fondazione Crl intende proseguire nella logica originaria dell’investimento: proporre un project financing sui parcheggi, dei cui proventi già l’amministrazione gode, e farsi cedere in cambio non solo la redditività conseguente la loro gestione, ma anche la proprietà dell’intero immobile per destinarlo a scopi privati. Non sarebbe stato possibile identificare uno strumento tecnico più inadeguato a garantire il recupero di un bene pubblico: lo scriviamo con amarezza. Ma non è troppo tardi, si può ancora invertire la rotta e compiere un gesto in linea con gli scopi della Fondazione».
Secondo i firmatari della lettera, «molti sono gli investitori disponibili a collaborare con la Fondazione nella predisposizione di un vero progetto di parternariato pubblico privato sulla porzione sud dell’ex Manifattura: 18. 000 metri quadrati che potrebbero essere riqualificati con minor spesa e minore rischio economico per la Fondazione, con pari vantaggio patrimoniale, e massima tutela degli interessi pubblici e collettivi». I sei organismi sostengono che «sarebbe sufficiente predisporre un progetto che preveda la ristrutturazione del bene immobile, il suo godimento da parte del privato investitore per tutto il tempo necessario a garantire redditività all’investimento e all’esito la sua restituzione alla città. Così garantireste che attività produttive si collochino in centro, evitereste che la città si privi della redditività dei parcheggi, conseguireste il corrispettivo dell’investimento, e all’esito restituireste il godimento del bene». I firmatari vedono di buon occhio la cordata di imprese milanesi capitanata da Music Innovation Hub, che «ha dimostrato di avere disponibilità finanziaria ed esperienza nella riqualificazione e messa a reddito di spazi dismessi, garantendo l’utilità pubblica, e si è detta disponibile a collaborare con la Fondazione a un progetto di parternariato pubblico privato che le garantisca redditività». –
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