Il Tirreno

Lucca

Gli effetti della crisi 

Saldi, nemmeno sconti del 70 per cento spingono i consumatori nei negozi

Rossella Lucchesi LUCCA.
Saldi, nemmeno sconti del 70 per cento spingono i consumatori nei negozi

I commercianti: «Le vendite vanno a rilento, tanti cittadini hanno problemi con il lavoro e devono attingere ai risparmi» 

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Stentano a decollare i saldi di fine stagione, partiti ufficialmente nei giorni scorsi. Se lo aspettavano i commercianti che speravano in una boccata d’ossigeno, dopo un anno davvero complicato, con le vendite a picco e i magazzini stracolmi di merce invenduta. Un calo prevedibile, determinato anche dall’impossibilità di spostarsi tra le regioni, a causa dei divieti ministeriali. Di gente in giro se ne vede parecchia, ma con pochi pacchetti sottobraccio e anche l’aria che si respira per le vie del centro non è la stessa del medesimo periodo di un anno fa, complice lo stato di emergenza.

«Le vendite stanno andando molto a rilento – dice Ursula Rossi del negozio di abbigliamento donna Wat in via Santa Croce – ma sapevamo che sarebbe stato così. La gente spende meno e acquista il necessario, perché le occasioni per uscire si sono ridotte al lumicino. Senza considerare che molte persone, a causa della pandemia da coronavirus, hanno perso il lavoro e devono attingere ai risparmi».

Una realtà dura e inquietante che, al momento, non lascia intravedere spiragli di luce, ma continua a pesare come un macigno sul capo di troppi consumatori che non possono neppure permettersi di cedere al richiamo di super sconti che arrivano in alcuni casi a oltre il 70 per cento. Il denaro comincia a scarseggiare e le tasche a svuotarsi. Quello che resta serve per mangiare e pagare le bollette.

«Non si lavora – commenta Maria Grazia Battistoni, titolare del negozio Sugarò in piazza San Michele – anche perché mancano i turisti che per noi commercianti erano un’eccellente risorsa. Un brutto momento che affronto con maggiore difficoltà, dovendo riparare la vetrina rovinata da un vandalo la settimana scorsa: mi costerà oltre 1.200 euro».

Gli affari non sono come quelli di un anno fa, ma Stefano Vinci del negozio Pesi & Vinci non si lamenta. Ha venduto abbastanza, anche se i clienti si sono orientati su capi sportivi, snobbando quelli eleganti e da cerimonia, vista l’impossibilità di uscire la sera per andare a teatro, al ristorante, oppure a farsi un aperitivo.

«Poteva andare meglio – spiega – se l’avvio dei saldi fosse stato, come d’abitudine, il 7 gennaio. Abbiamo perso un mese importante che ha favorito le vendite online ma, come al solito, noi commercianti non siamo tutelati. Anzi, siamo oggetto di continui salassi, come gli apparecchi per la lotteria degli scontrini che hanno costi non indifferenti».

Momento difficile anche nel negozio di intimo, corsetteria, lingerie e pigiameria Vanità. «Eravamo già provati dal lockdown – commenta la titolare, Maria Pia Pelletti – e questa seconda fase ci ha dato il colpo di grazia. Confido nel buon andamento della lotta alla pandemia e nel buon senso del governo, affinché riesca a prendere le giuste misure per far fronte a questa crisi che rischia di mandarci sul lastrico».

Vendite limitate anche da Stefano Veneziani, stilista e produttore, insieme al figlio Ricki di prestigiosi capi da uomo.

«Mancano i turisti – dichiarano – e i clienti fuori regione che arrivavano soprattutto nei fine settimana, adesso impossibilitati a venire per l’alternarsi delle zone rossa, gialla e arancione. Auspichiamo nel ritorno alla normalità e nella ripresa di eventi come Lucca Comics e Summer Festival che davano un bell’impulso alle vendite. Ma per rendere più appetibile la città, sarebbe necessario aprire più attività artigianali in centro storico».

Si accontenta Carla Pinto del negozio Studio 12 di via Buia. «Ma – afferma – non abbiamo fatto il botto come nel passato, quando fuori c’era la fila per acquistare. Chi ha voluto comprare lo ha già fatto, approfittando delle vendite promozionali iniziate subito dopo Natale». —



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