Gioco
Il quadro di Lucida è sparito nel mistero Partita la caccia per ritrovarlo
Gabriele Brunini, governatore della Misericordia di Borgo vuole scoprire dov’è il dipinto un tempo nella villa di Catureglio
Luca Meconi
borgo a mozzano. Dove sarà finito il quadro che ritrae la nobildonna lucchese Lucida Mansi che si trovava nella villa di Catureglio? A chiederselo è Gabriele Brunini, governatore della Misericordia e grande appassionato di storia, che ha fatto partire una caccia al quadro scomparso. L’opera, di cui non si conosce né l’autore né il periodo in cui è stata realizzata, è antecedente al XX secolo. Sue notizie si trovano nel libro “Borgo a Mozzano e Pescaglia nella storia e nell’arte” di Francesco Maria Pellegrini pubblicato nel 1925 e più volte ristampato. Nel testo, Pellegrini scrive che «a Catureglio in un piccolo quartiere presso il palazzo si conserva un ritratto della bella e calunniata Lucida Mansi». «Recentemente - afferma Brunini - ho organizzato un incontro tra Misericordie a Borgo a Mozzano e ho chiesto la disponibilità della villa di Catureglio agli attuali proprietari inglesi che gentilmente me l’hanno concessa. Ho così scoperto che il quadro non si trova più nella villa e mi sono messo a cercare sue informazioni. Ho interpellato a questo riguardo varie persone, tra cui gli eredi della signora Angela Bartelloni Bendinelli che all’epoca era la proprietaria. Ho così scoperto che l’opera è stata nella disponibilità del geometra Renato Fazzi che aveva acquistato la villa negli anni ’60 del secolo scorso, rivendendola poi agli attuali proprietari, una famiglia di architetti inglesi, nel 1987. Della tela però non sono riuscito ad avere notizie certe».
Storicamente, la villa di Catureglio è appartenuta prima ai Guinigi e poi ai Mansi. La leggenda vuole che in queste sale vivano da sempre fantasmi. Uno apparterebbe proprio a Lucida, vissuta qui nel XVII secolo. Nelle stanze vi erano numerosi specchi dove lei poteva ammirarsi, ossessionata dal poter conservare in eterno la bellezza della sua gioventù. Proprio a testimoniare la presenza della nobildonna, qualche artista della sua epoca o del secolo successivo, volle realizzare una tela che la ritrae a mezzobusto vestita in nero e coi lunghi capelli raccolti dietro la nuca. Un quadro più importante di altri presenti nella villa.
Il legame tra Lucida e Borgo non si esaurisce qui. La leggenda vuole che un giorno, specchiandosi, vide sul suo volto una ruga. Iniziò a girare per le vie di Borgo a Mozzano fino a che non arrivò al Ponte del Diavolo. Qui incontrò un giovane che, in cambio della sua anima, le promise trent’anni di giovinezza. Lucida fu portata sulla sommità dell’arcata maggiore del ponte e il ragazzo, trasformatosi in Lucifero, strappò dal corpo l’anima della nobildonna e la gettò nel Serchio. Ancora oggi il 31 ottobre di ogni anno, festa di Halloween, si rievoca questa leggenda. Il rapporto tra Lucida Mansi e il paese della Media Valle è molto stretto tanto che potrebbe essere nominata cittadina onoraria. Si spiega anche per questo perché è importante per questa comunità poter sapere dove si trova l’opera. Nessuno pensa che sia stata trafugata nottetempo dai soliti ignoti anche perché non esistono denunce di furto. Sarà stata venduta in una transazione tra privati o in una casa d’aste e chissà se qualcuno oggi può ammirarla seduto nel proprio salotto. Si chiede solo di avere notizie sulla sua attuale collocazione e, se possibile, dare la possibilità a tutti di poterla ammirare ancora magari promuovendo una mostra, Coronavirus permettendo». —
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