Sicurezza
Broker turistico assolto in corte d’Appello
Denunciato per un mancato viaggio negli Usa era stato condannato per truffa. Verdetto ribaltato per la quinta volta
LUCCA. Prima arriva la condanna, poi l’assoluzione. Nelle vicende giudiziarie che vedono implicato Lorenzo Colombini si potrebbe dire che è un copione ormai rodato. Il broker turistico residente a Cesena era stato condannato in primo grado per truffa dal tribunale di Lucca, ma nei giorni scorsi i giudici fiorentini hanno ribaltato quel verdetto: assoluzione con formula. È la quinta volta che l’Appello lo assolve dopo una prima condanna.
La vicenda finita nelle aule di tribunale in questo caso risale al 2014: una coppia fiorentina denunciò il broker 44enne con un passato da calciatore a livello dilettantistico. Il motivo? Un viaggio che, a detta dei querelanti, si rivelò diverso da quello per cui avevano pagato. La coppia sosteneva di aver pagato 4.600 per fare un viaggio negli Usa mentre alla fine si dovette accontentare di fare una vacanza – peraltro a 5 stelle – in Croazia. Il giudice del tribunale monocratico in primo grado ritenne Colombini colpevole di truffa: lo condanno a una pena di 10 mesi e al pagamento di una provvisionale sul risarcimento di 4.600 euro. Ovvero la cifra versata dalla coppia di viaggiatori.
Ma Colombini, difeso dall’avvocato Luca Cantini del foro di Lucca, non si è arreso e ha fatto ricorso in Appello. Nei giorni scorsi la 1ª sezione del tribunale di secondo grado di Firenze, presieduta da Grazia Ricucci, ha esaminato il ricorso contro la condanna e ha ascoltato Colombini e il suo avvocato. Il quale è riuscito a mettere ben in evidenza come in realtà la coppia fiorentina non avesse pagato i 4.600 euro del viaggio in Usa. O almeno non sia riuscita a dimostrarlo. Dagli atti del processo, infatti, è emerso il riscontro riguardante il pagamento di soli 1.900 euro, cifra sufficiente a organizzare la vacanza in Croazia ma non quella oltreoceano.
Degli ulteriori 2.700 euro che i querelanti sostenevano di aver pagato non è risultata alcuna traccia documentabile.
Così nonostante la richiesta di conferma della condanna di primo grado da parte del pg Domenico Manzione, per Colombini è arrivata un’assoluzione con formula piena. Un iter processuale che non è affatto insolito per l’imputato: già in passato i giudici della corte d’Appello hanno ribaltato la sentenza di primo grado. Nel 2011, ad esempio, Colombini si era visto condannare a 14 mesi di reclusione e 400 euro per una presunta truffa ai danni di un'agenzia di viaggio in viale Castracani. Ma nel marzo 2015 i giudici fiorentini lo assolsero: “il fatto non sussiste”. —
G.P.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google