Sicurezza
Samuele, vittima del bullismo per anni: «Ecco come sono uscito da quell'incubo»
Capannori, il 19enne ha deciso di rendere pubblica la sua storia e ha realizzato anche un video per raccontare i soprusi e il dolore che ha subìto: «Picchiato e deriso fin da piccolo»
CAPANNORI. Anni di convivenza con quel dolore fisico ed emotivo, una ferita nell’anima. Il bullismo può lasciare segni profondi e rovinare la vita di un ragazzo: è la storia di Samuele Capone, 19 anni, originario di Orentano, volontario dell’associazione Hacking Labs di Segromigno dove ricondiziona computer e oggetti elettronici.
Anche lui ha dovuto portare addosso quel peso, diventato insopportabile, al punto di decidere di raccontare pubblicamente la sua terribile testimonianza. Samuele non riesce a capire le ragioni di tanto odio, cosa possa spingere una persona o un gruppo alla violenza fisica e verbale, solo perché si trova davanti un ragazzo come lui, estroso, dalla spiccata sensibilità e con la “colpa” di non essere omologato, di vestire in modo giudicato stravagante, e di avere passioni e interessi diversi dal gruppo: «Ho sofferto per il bullismo sin da piccolo, dall’asilo, con piccoli dispetti e prese in giro che con gli anni sono diventati pesanti. Tutti i giorni andando a scuola venivo deriso, e qualche volta anche picchiato. Anche alle superiori le sofferenze sono continuate: insultavano la mia famiglia e una volta ho dato in escandescenze. Una ragazza ha minacciato di farmi picchiare dal suo compagno se avessi denunciato quanto mi accadeva. Ho riferito queste situazioni ai docenti e al preside, ma, al di là della comprensione, non sono state prese sanzioni disciplinari. Sono un tipo curioso e creativo, volevo esplorare le meraviglie del mondo e incontrare persone nuove, ma con gli anni ho iniziato a rendermi conto che il mondo e le persone non erano come mi immaginavo. Qualsiasi cosa facevo per loro era sbagliata, anche se non facevo nulla. A scuola avevo paura e quando la situazione è diventata insopportabile ho pensato anche di farla finita».
Poi, pochi giorni fa, ha deciso di liberarsi di questo macigno dopo avere ritrovato fiducia in se stesso grazie all’associazione Hacking Labs: «Ho trovato un ambiente che mi ha aiutato a superare questo disagio, e che valorizza le mie capacità. Ho realizzato anche un video per raccontare i soprusi e il dolore che provoca il bullismo, spero che questa denuncia possa aiutare altre persone a reagire. Mi piacerebbe che anche i bulli lo vedessero per farsi un esame coscienza».
Difficile rievocare episodi che feriscono ancora: «Alcuni ricordi sono confusi, o sono riuscito a rimuoverli. Ma resta forte il disagio che ha rovinato la mia vita e distrutto il mio sogno, quello di specializzarmi in car design, disegnare automobili».
Il periodo del lockdown ha accentuato questo disagio e durante la pandemia è stato a un passo dal lasciare gli studi: «Mi sono chiuso nella mia stanza col mio computer e miei manga. Una chiusura verso il mondo esterno, rifiutando tutto nel ricordo di quegli episodi di bullismo. Il rendimento scolastico per fortuna non ne ha risentito, ma ero demoralizzato, stavo male ed era dura trovare la forza per andare avanti. Devo ringraziare il mio amico del cuore Damiano e la mia famiglia che mi hanno convinto a non mollare e a dare l’esame di maturità, facendo alla fine una prova decorosa. Mi hanno salvato la vita aiutandomi a uscire da quest’incubo».
Samuele che ama la musica di pianoforte e le composizioni orchestrali («la trap è tutta uguale e non emoziona») e gli “anime” giapponesi, con cui ha personalizzato la propria auto: «Vorrei farla vedere anche ai Comics. Imiei personaggi manga preferiti, Sebastan Michaelis Butler, maggiordomo dal look impeccabile e Anos Voldigoad, un signore dei demoni, ma non violento e generoso con gli altri, rappresentano un po’ la mia personalità». Ora Samuele prova a iniziare una nuova vita. Proprio come i computer non funzionanti che tornano a vivere grazie a lui.
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