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Lucca

la disavventura 

Bici rubata a Stefano Baccelli «Era un regalo di mio padre»

Bici rubata a Stefano Baccelli «Era un regalo di mio padre»

L’assessore regionale ai trasporti ha raccontato la disavventura dal suo profilo social ricordando le sue nonne, per le quali la due ruote era fondamentale

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lucca. Bici rubata e tanta amarezza: era un regalo del padre, che non c'è più. A subire il furto della bicicletta è stato l'assessore regionale ai trasporti Stefano Baccelli, che ha raccontato la disavventura attraverso il suo profilo social.

«Mi hanno fregato la bici! - spiega - All’inizio ci sono rimasto male, come tutti noi quando qualcosa che ti appartiene ti viene ingiustamente sottratto. Soprattutto perché me l’aveva regalata mio padre e ci ero quindi particolarmente affezionato. E poi, bella o brutta che fosse, era, per l’appunto, la mia bici! Poi ho pensato alla mia nonna Delia».

La riflessione sul furto subito scivola poi nel ricordo. «Quando i tedeschi le requisirono la bicicletta, durante l’occupazione, la difese con le unghie e con i denti - aggiunge -. Gliela dovettero strappare a forza. Del resto era lo strumento vitale per l’approvvigionamento dei beni essenziali per tutta la famiglia. E poi a mia nonna Liliana, analoga esperienza con la sua, di bici, ma durata molto più a lungo. Ultra ottantenne e affetta da problemi di salute, passata attraverso interventi chirurgici, ancora si lamentava di non poter più andare in bici a far la spesa. In particolare sottolineava con palese ma benevola invidia la fortuna della sorella Rita, che ancora poteva utilizzare quello straordinario mezzo di libertà. E allora ho pensato. Lungi dal perdonare la persona che me l’ha rubata... ma, insomma, almeno questa spiacevole sottrazione è servita a ricordarmi delle mie meravigliose nonne e delle loro faticose, drammatiche ed esemplari esperienze di vita!». —

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