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Lucca

CASO ASCIT 

Sul concorso per addetto stampa un coro di proteste dalla politica

Sul concorso per addetto stampa un coro di proteste dalla politica

Sull’errore nel bando intervengono anche il consigliere regionale Fantozzi e l’ex sindaco di Porcari

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CAPANNORI. Un coro di proteste si sollevano da esponenti politici di rilievo: dall’ex sindaco di Porcari, Alberto Baccini, oggi esponente di Italia Viva, al consigliere regionale Vittorio Fantozzi di Fratelli d’Italia sino al consigliere comunale di Capannori Matteo Petrini anche lui a FdI. Tutti contrari al bando di concorso per la selezione di un addetto stampa ad Ascit che non prevede come condizione indispensabile l’iscrizione all’Albo dei giornalisti. «Sull’opportunità che una azienda di smaltimento rifiuti, interamente pubblica, di più Comuni, deliberi l’assunzione di un addetto stampa, lasciamo giudicare i Comuni interessati. Quello che è grave che si sia sbagliata la procedura di selezione: non è stato richiesto ai partecipanti l’iscrizione all’albo professionale dei giornalisti e il primo classificato ne è sprovvisto. Ad aver sollevato il grave errore compiuto da Ascit – spiega Baccini – è stato il vicepresidente dei giornalisti della Toscana, con una denuncia pubblica, pubblicata da Il Tirreno ed estesa a tutti i sindaci facenti parte dell’Ascit. Come Italia Viva stigmatizzo la scarsa attenzione posta al bando di selezione. Non volendo pensar male, anche se spesso ci si indovina. Va fermata la procedura di assunzione di chi non ha almeno il requisito di pubblicista lasciando all’Ascit la decisione se annullare la selezione o scorrere la graduatoria, fino a trovare il primo con i requisiti di legge».

Anche Fantozzi e Petrini sono sulla stessa lunghezza d’onda e si chiedono: «Perché, nel bando di concorso per la selezione di un addetto stampa per Ascit, non è stata inserita, come caratteristica pregiudiziale all’assunzione, l’iscrizione dei candidati all’Ordine dei giornalisti? L’interesse sovracomunale della vicenda è dovuto sia alla recente adesione di Ascit a Retiambiente, sia all’intervento del vice presidente dell’Ordine dei giornalisti della Toscana che, negli scorsi giorni, ha scritto una lettera a Reti Ambiente e ai sindaci soci senza però ricevere alcuna risposta. La richiesta, che riteniamo più che legittima, è quella di annullare il bando di concorso in quanto il vincitore non risulta iscritto all’Ordine. Si potrebbe prefigurare il reato di “esercizio abusivo della professione”. Ma ci poniamo anche altre domande. Quali sono le motivazioni per le quali l’iscrizione all’Ordine dei giornalisti non è stata inserita come “conditio sine qua non” per poter partecipare alla selezione? Secondo quale ratio si è proceduto alla selezione del vincitore, risultante non iscritto a tale Ordine? La mancata risposta al vice presidente dell’Ordine non fa altro che alimentare i dubbi». —

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