Sicurezza
«Il Comune abbandoni il piano e censisca il patrimonio abitativo»
Parlano due ex sindacalisti del comitato Uniti per la Manifattura e chiedono di verificare anche il funzionamento della Fondazione Casa
L’intervento
virginio bertini*
umberto franchi*
Siamo due ex sindacalisti della Cgil di Lucca. Abbiamo avuto anche incarichi regionali e nazionali, cercando di tutelare al meglio il mondo del lavoro, spesso in forte dissenso con la linea nazionale della Cgil, considerata moderata. Del resto le condizioni del lavoro oggi ci parlano di questo: una globalizzazione selvaggia e liberista che distrugge diritti dei lavoratori e spazi di democrazia.
Aumento di disoccupazione e precarietà, salari e pensioni di fame: tutto ciò accentuato dalla pandemia. Su questo terreno ci stiamo impegnando, costruendo dal basso a livello locale piattaforme di lotta.
Abbiamo scoperto un altro terreno di scontro: la necessità di difendere le nostre città, il verde rimasto, il patrimonio pubblico, dall'aggressione del capitale finanziario che punta a spolpare i pezzi di maggiore pregio, a speculare, privatizzare, cementificare. Per questo partecipiamo convinti all'attività del gruppo “Uniti per laManifattura”, per impedire vendita e privatizzazione dell’ex Manifattura.
Con altri cittadini, urbanisti, ambientalisti, storici e studiosi, abbiamo firmato un appello in cui invitiamo l’amministrazione comunale ad accantonare celermente il primo, secondo e terzo piano Coima-Fondazione Crl, in quanto – come riconosciuto da un ampio dibattito sviluppato tra vasti strati della società civile – esso è solo funzionale a una speculazione edilizia e immobiliare, ed è contrario a mantenere il bene pubblico e il valore storico culturale che l’ex Manifattura rappresenta per i lucchesi. Riteniamo che partendo dal presupposto che la Manifattura debba restare bene pubblico e non privato, l’amministrazione debba aprire un tavolo di confronto e di proposte , coinvolgendo tutte le componenti cittadine, rappresentative, nelle scelte di uno sviluppo equo, ecologico, capace di mantenere la ricchezza storica della Manifattura. Proprietà pubblica, no parcheggi, no residenze. Memoria, cultura, arte, ambiente, tecnologie, lavoro.
Chiediamo all’amministrazione di predisporre un piano conoscitivo mirato, con un nuovo censimento del Comune: cernita del patrimonio dismesso, alloggi vuoti e sfitti, sfratti in corso e richiesta abitativa in termini quantitativi e qualitativi. Poi l’amministrazione dovrebbe definire un piano in ogni quartiere interno ed esterno alle Mura, per far vivere il centro storico , i paesi limitrofi, paesaggi, borghi rurali e collinari , tramite un incentivo alla ristrutturazione degli alloggi individuati. L’amministrazione dovrebbe definire un piano di ristrutturazioni degli alloggi inutilizzati, da concordare con i proprietari, finalizzato a consegnare la casa ai giovani che vogliono lasciare le case dei genitori e alle fasce sociali più deboli a prezzi calmierati . Infine, l’amministrazione dovrebbe avviare un confronto tra associazioni di proprietari e i inquilini, per verificare il funzionamento della Fondazione Casa. —
*Ex sindacalisti Cgil
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