Il Tirreno

Lucca

il ricordo 

Una vita dedicata allo studio Addio a Orlando Scatena

Nicola Nucci
Una vita dedicata allo studio Addio a Orlando Scatena

Storico insegnante di lettere, aveva da poco festeggiato i suoi 95 anni Autore di molti testi a carattere religioso era un grande amante di Dante

2 MINUTI DI LETTURA





CAPANNORI. Si sono celebrati ieri pomeriggio, a Pieve San Paolo, i funerali di Orlando Scatena, storico insegnante di italiano che, giusto pochi giorni fa, aveva celebrato il suo 95° compleanno. La cerimonia si è svolta nello stesso paese in cui era nato, in una famiglia molto religiosa, con uno zio, don Idamo Scatena, postulatore dei Canonici Lateranensi e un fratello sacerdote al Divino Amore di Roma.

«Orlando – come ricorda l’amico e profondo conoscitore del mondo religioso lucchese Umberto Palagi – dopo un breve periodo al seminario arcivescovile, portò a termine gli studi classici, laureandosi in lettere. Ha insegnato italiano nella scuola media di Pescaglia e in altre scuole della Provincia. Con la pensione, si era dedicato a scrivere, passione coltivata fino agli ultimi giorni, e per questo aveva accettato di utilizzare anche il computer, lui che era “innamorato” del ticchettio della macchina da scrivere, fin da quando bambino frequentando l’asilo, sentiva il vecchio pievano don Picchi, scrivere la storia della Pieve. I suoi studi e la sua produzione si è rivolta principalmente al “dolcissimo idioma lucchese” del “parlar materno”, che da sempre ha costituito l’oggetto fisso, più volte anche ripetuto, nelle raccolte di ben sei vocabolari. Le sue annotazioni non sono solo di carattere etimologico, ma una riflessione sui problemi che assillano oggi l’umanità: la pace, la guerra, la violenza, la ricchezza, l’orgoglio, il perdono, l’amore, l’ecologia, il lavoro, lo scarto».

«Ha scritto – riprende Palagi – attingendo all’archivio del cuore, alla sapienza della bibbia e della tradizione, all’esempio dei vecchi, alla vita dei santi, ai classici, specialmente a Dante, verso il quale nutriva una vera e propria venerazione. Tra i venti volumi pubblicati ve ne sono anche di carattere spirituale, come “lo Sposo Scalzo, considerazioni su San Francesco d’Assisi”; “Don Umberto Terenzi”, dedicato al fondatore del Divino Amore; “Una Terra Mistica” sull’eremo di Sant’Agnello. Molti periodi dell’anno li trascorreva proprio al santuario romano, dove viveva il Fratello don Alberto. Orlando si rendeva utile nel servizio in sacrestia o nella mostra mariana. Altri periodi li passava a Guarcino, dalle suore del Divino Amore. Alla Pieve amava fare lunghe passeggiate nella campagna: osservava la natura e il lavoro dei contadini, ascoltava i loro modi di esprimersi e coglieva il loro idioma, traendo ispirazione per i suoi dizionari sul vernacolo lucchese e specialmente capannorese. Anche nell’ultima sua fatica: “pensieri vari d’un povero cristiano” traspare l’animo buono, mite, umile e generoso di Orlando, tutto il suo impegno, serio e perseverante, nel ricercare di conformare la propria vita secondo il Vangelo». —

Nicola Nucci

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa