Sicurezza
Anche i turisti tedeschi si uniscono ai volontari che puliscono l’ambiente
Torna la campagna del Consorzio relativa a fiumi e torrenti, ed è un successo Nei corsi d’acqua e sulle sponde è stato trovato di tutto, rifiuti piccoli e grandi
Luigi Spinosi
capannori . Non solo il virus, anche il buonsenso può essere contagioso. Lo si è visto in quest’ultimo fine settimana quando, dopo una pausa di tre mesi provocata dall’altro contagio, quello “brutto” del virus appunto, centinaia di persone si sono ritrovate lungo le sponde dei corsi d’acqua – dal grande fiume Serchio al più piccolo dei corsi d’acqua – di tutta la Piana, e anche al di là dei confini lucchesi. Lo scopo? Togliere i rifiuti, rimediare con la propria educazione all’inciviltà altrui, quella di chi considera l’ambiente che ci circonda come la propria pattumiera personale. Un progetto organizzato dal Consorzio di bonifica Uno Toscana Nord sotto il nome del “Sabato dell’ambiente” e con un simbolo – la tartaruga – che ricorda un’altra iniziativa, quella di “Salviamo le tartarughe marine, salviamo il Mediterraneo”. Questo perché le plastiche rappresentano una minaccia per il mare (e quindi per la sua fauna), e molte di quelle di plastiche (e non solo) arrivano dall’interno, dai rifiuti gettati sui bordi di fossi e torrenti per arrivare da lì, attraverso il flusso dell’acqua, fino al Mediterraneo. Insomma, anche togliere una bottiglia vuota dalla fossettina in fondo al proprio orto può migliorare la qualità della vita delle tartarughe (e non solo).
Ma accanto all’aspetto pratico c’è anche quello educativo, seguendo, alla rovescia, il “principio della finestra rotta”: perché se è vero che degrado chiama degrado, si spera che funzioni anche al contrario, e che educazione chiami educazione.
Protagoniste, oltre al consorzio, tante associazioni di volontariato del territorio. L’elenco è lungo, ma meritano di essere citate. Si tratta dei Donatori di Lunata, il Bucaneve, Uniti per l’Oltreserchio, Donatori Fratres di Paganico, Atletico Gragnano, I Fanucci, Donatori di San Ginese e Colognora, Gva Vorno, Il Faro, Percorso in Fattoria, Insieme per Maggiano, Anpana, Wwf Lucca, Circolo Legambiente Capannori e Piana Lucchese, Natura di Mezzo, Radio Club Valpac, Vab Lucca, Croce Verde di Lucca e Croce Verde di Ponte a Moriano. Ognuna di queste associazioni si è occupata, in un certo senso ha “adottato”, un torrente del territorio o, nel caso del più grosso Serchio, un tratto di fiume. Lo ha fatto rimuovendo ogni tipo di rifiuto, e il lavoro non è mancato. Nei vari corsi, e sulle sponde, è stato trovato di tutto, compresi rifiuti ingombranti (pezzi di arredo, teloni, persino pezzi di auto o di moto). Ma ancor più significativa è stata la rimozione di piccoli rifiuti, pezzetti minuti, soprattutto di plastica, che per molti versi sono più insidiosi. L’operazione, vista la sua capillarità, è servita anche a individuare eventuali problemi di tenuta idraulica (per esempio sponde che cedono).
Tanti volontari in campo, pardon sui fiumi, ma non solo. Come detto anche la civiltà è contagiosa, ede è così che diversi cittadini, vedendo i volontari all’opera, hanno deciso di unirsi spontaneamente a loro per pulire. Tra questi anche un gruppo di turisti tedeschi a passeggio sulle sponde del Serchio: quando hanno visto cosa si stava facendo si sono armati pure loro di guanti e sacchi, prendendosi cura di un tratto di circa 300 metri di sponda del Serchio, invaso da rifiuti anche difficili da togliere, perché infilati sugli arbusti o infilati nel terreno sabbioso. Il risultato? «Quando hanno finito – ha commentato una volontaria – sembrava un giardino». —
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