Sicurezza
Quattro ventenni restano bloccati per ore con l’auto nella neve
Brutta avventura per un gruppo di giovani di Pisa e Livorno che sabato stavano cercando di raggiungere un bivacco a 1.500 metri d’altezza
Federica Scintu
lucca. Hanno corso davvero un bel rischio. E se non fosse stato per l’intervento del personale del Soccorso alpino e della protezione civile le cose potevano davvero mettersi male per quattro ventenni di Livorno e Pisa partiti all’avventura – è il caso di dirlo – per raggiungere un bivacco nel barghigiano a oltre mille metri d’altezza in cui trascorrere la notte per poi godersi, il giorno dopo, un’escursione sulla neve. Sono le 17.30 circa di sabato quando i ragazzi, tutti a bordo della stessa auto, una Renault Scenic, imboccano la strada della Vetricia, nel comune di Barga. Stanno tentando di arrivare al bivacco della Caciaia (1.500 metri di altezza) o alla baita Morena, due strutture che vengono tenute sempre aperte per consentire il pernottamento agli escursionisti e nelle quali almeno qualcuno di loro era già stato in passato. Ma evidentemente il gruppo non aveva fatto i conti con la mole di neve caduta in queste settimane.
Tant’è, che dopo aver percorso circa 50 metri della strada della Vetricia, la macchina si blocca. A poco servono le catene, delle quali erano provvisti: la neve, in alcuni punti alta più di 60 centimetri, per i cumuli creati dal vento, e il ghiaccio sottostante “immobilizzano” l’auto e di conseguenza i quattro ventenni che a quel punto si trovano costretti a chiedere aiuto.
La macchina infatti è “sollevata” dalla neve che c’è sotto. Ma nella strada – che peraltro, viste le condizioni, era stata chiusa con una transenna anche se i ragazzi hanno riferito di non averla trovata né spostata – non passa nessuno. Il gruppo, poco equipaggiato, decide di mettersi in cammino per raggiungere il bar-ristorante di Renaio distante poco più di 3 chilometri nel tentativo di trovare qualcuno che potesse liberare l’auto dalla neve. Ma le temperature scendono e comincia anche a piovere e dopo a nevischiare. Nel locale trovano una persona che accetta di dar loro una mano ma la neve è davvero troppa e senza il verricello è impossibile spostare la macchina. È solo grazie alla telefonata della titolare del bar-ristorante che sulla strada della Vetricia arriva il personale del Soccorso alpino di Lucca insieme a un fuoristrada della protezione civile di Barga con a bordo l’assessore comunale Pietro Onesti. Sono all’incirca le 22 e i giovani sono provati, bagnati e infreddoliti ma finalmente vedono la via d’uscita. La macchina infatti viene liberata dalla neve e loro possono rimettersi sulla strada per tornare a casa. Visto che era già scattato il coprifuoco sono stati allertati i carabinieri della stazione di Castelnuovo ed è stato consentito al gruppo di muoversi comunque. Resta il grande rischio che hanno corso. Se anche fossero riusciti a raggiungere il bivacco della Caciaia tra l’altro, avrebbero trovato la struttura completamente sommersa dalla neve e per entrarci avrebbero dovuto scavare.
E se fossero andati ancora più avanti con la loro auto – non certo adatta per percorrere strade in quelle condizioni – avrebbero trovato sempre più ghiaccio e cumuli di neve alti anche un metro e mezzo. —
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