Il dolore
Rapinatori seriali: ricorso inammissibile, confermate le pene
pisa. Finisce in Cassazione con una sentenza di inammissibilità del ricorso la vicenda giudiziaria di due rapinatori seriali che imperversavano in quattro province : collezionarono una sequela di rapine tentate o consumate.
Con il rifiuto della Suprema Corte a disporre un nuovo processo diventano definitive le condanne per Michelangelo Laudato, 47 anni, di Ponte Buggianese a 11 anni e a 10 anni e 4 mesi per Mario Arcidiacono, 58 anni, di Montecatini. Sono le pene che in abbreviato vennero inflitte dal Tribunale di Pisa ai due rapinatori poi confermate nei successivi gradi di giudizio.
I due, professione ufficiale muratori, furono arrestati dai carabinieri del nucleo investigativo il 31 maggio 2013 poco dopo Migliarino sul raccordo autostradale di Pisa Nord. A casa e in altri ambienti di loro disponibilità, i carabinieri trovarono accessori per il travisamento, cutter, fascette di costrizione per immobilizzare le vittime, capi d’abbigliamento per compiere le rapine. In particolare due pettorine con la scritta “polizia municipale” e “servizio postale” , cellulari, pistole giocattolo senza tappo sicurezza e una Fiat Grande Punto, rubata ad Altopascio il 15 maggio 2013. E proprio dai cutter, i trincetti, aveva preso il nome l’inchiesta che aveva messo insieme una miriade i colpi tentati e consumati tra le province di Lucca, Livorno, Pisa e Firenze. Furono acquisiti filmati, fatti pedinamenti e riprese video dando riscontro, con sequestri e intercettazioni, alle accuse che ora si sono trasformate in un processo per quella che viene considerata una gang familiare specializzata nelle rapine in banca.
Tra i colpi messi a segno e tentati, aul nostro territorio, una tentata rapina il 30 maggio 2013, a Castelvecchio di Compito, ai danni del Banco Popolare; rapina consumata il 7 marzo 2013, a Lucca, al Banco Popolare, bottino di circa 12mila euro; rapina consumata il 21 febbraio 2013, a Firenze, al Banco Popolare, bottino di oltre 4mila euro; rapina consumata il 22 gennaio 2013, a Firenze, al Banco Popolare, bottino di circa 40mila euro. —
P.B.
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